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Ornella Vanoni esplode: “Ora basta”, mondo della musica sotto shock

Ornella Vanoni

Ornella Vanoni si schiera contro la violenza sulle donne, dicendo basta “con il faremo”.

Ornella Vanoni è tornata a incantare il pubblico sul palco più prestigiosi di Italia, quello dell’Ariston, ma la grande cantante è stata sempre interessata ai temi di attualità. Anche il suo brano Imparare ad amarsi presentato al Festival 2023 lo dimostra; “Bisogna imparare ad amarsi in questa vita. Bisogna imparare a lasciarsi quando è finita. E vivere ogni istante dino all’ultima emozione”.

Al termine dell’esibizione sanremese, insieme a Pacifico e Bungaro, la cantante ha lanciato un messaggio contro la violenza sulle donne, troppo spesso vittime di abusi fisici e psicologici e dei pregiudizi della società.

Qualche anno fa, la Vanoni aveva concesso l’uso della canzone Che sia buona vita a titolo gratuito per la realizzazione dello spot pubblicitario della onlus SVS Donna Aiuta Donna, associazione impegnata contro la violenza sulle donne dal 1997.

L’attenzione della cantante non si è mai spenta. Adesso è tornata a schierarsi dalla parte delle donne, condannando la poca solidarità nei confronti delle donne violentate e la mancanza di provvedimenti adeguati.

Ornella Vanoni e il tweet contro la violenza

Ornella Vanoni dice “ora basta con il faremo” e invita tutti quanti a fare, cioè a non lasciare sole le donne che hanno la forza di denunciare e a prendere provvedimenti concreti nei confronti degli stalker e degli uomini violenti.

“Non possiamo proteggere le donne violentate per strada – dice la cantante – i violentatori scelgono una vittima che non conoscono. Dobbiamo almeno proteggere le donne che denunciano lo stalker e a quelli andrebbe messo il braccialetto elettronico, come in Spagna”.

L’episodio di violenza vissuto dalla cantante

La cantante ha raccontato di aver vissuto un episodio di violenza a Otto e Mezzo quando ha commentando la vicenda che ha visto coinvolto il figlio di Beppe Grillo, spiegando di aver avuto difficoltà a denunciare quanto accaduto.

“Durante la guerra eravamo sfollati, avevo 10-11 anni. E’ arrivato l’idraulico. Io l’ho seguito perché ero curiosa di sapere cosa faceva nelle tubature. Lui mi ha messo un dito sopra le mutandine, io sono scappata. Dalla vergogna, siccome lui aveva un negozio, io facevo dei giri per non passargli davanti. Io mi vergognavo di me. E invece avrebbe dovuto vergorgnarsi lui. La donna si sente sempre colpevole”.