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Abrahm DeVine espulso dalla squadra di nuoto Stanford: “Respinto perché sono gay”

Abrahm DeVine è stato allontanato dalla squadra di nuoto Stanford perché è gay. L’ha rivelato lo stesso 23enne nazionale statunitense, che ha chiuso 10° e 8° negli ultimi 2 Mondiali, in un post condiviso con i suoi follower di Instagram. La causa dell’espulsione sarebbe, a suo dire proprio il suo coming out, arrivato dopo quelli del giocatore di football americano Collin Martin e del golfista Tadd Fujikawa.

Abrahm ha esordito così: “Ai miei allenatori che espongono la bandiera arcobaleno sulla scrivania, agli atleti che mettono like alle mie foto su Instagram, dico: svegliatevi. Come potete dire di supportare me e la mia lotta per l’uguaglianza? Come potete non vedere il modo in cui Stanford Swim mi ha trattato? Ci sono motivazioni di facciata per le quali sono stato cacciato dalla squadra, ma la vera ragione è che sono gay. È un film già visto. L’omofobia è sistematica – ha scritto -, astutamente e scaltramente strutturata per costringermi al silenzio e all’abbandono. Sono un omosessuale di talento, di successo, fiero e bene educato: rappresento una minaccia alla cultura sportiva dominante. Voglio che qualcosa cambi, non posso più sopportare oltre. Il mio non è un caso isolato. Vi chiedo, vi supplico di fare qualcosa. Nessuno di noi è immune dall’omofobia. È un vostro dovere civile quello di educarvi”.

Il durissimo sfogo social del nuotatore ha fatto rapidamente il giro del mondo e del web. La replica non si è fatta attendere. I suoi ex coach di Stanford, Greg Meehan e Dan Schemmel, hanno asserito: “È davvero un peccato che Abe si senta così. Lui non è stato coinvolto a ripartire con noi per motivi completamente estranei alla sua sessualità. Continueremo a impegnarci, come sempre, a migliorare quegli aspetti della nostra cultura come l’inclusione”.