Quantcast

Adriano Celentano si schiera con Luigi Di Maio e annienta Vittorio Sgarbi

Adriano Celentano si è schierato pubblicamente con il candidato premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio e ha annientato Vittorio Sgarbi in un editoriale su Il Fatto Quotidiano. Il mitico e ineguagliabile Moleggiato ha smontato il famoso critico d’arte e assessore alla Cultura della Regione Sicilia in un editoriale dal titolo “Sgarbis e il mondo dei dementi”.

“In questa fiera elettorale dove tutto si vende a buon mercato – ha scritto l’artista di Ma che ci faccio qui – non poteva mancare un urlatore come Sgarbis che, nonostante la sua dialettica davvero invidiabile, specie quando ci guida nei sentieri dell’arte, spesso poi si perde a causa di quel suo carattere di mer**. Carattere che lo sprofonda come un macigno nel mondo dei dementi. Ma può un critico d’arte essere un demente e la tempo stesso parlare bene come sai parlare tu quando la ragione non ti abbandona?”.

Per il celebre cantante, Sgarbi a Piazza Pulita ha oltrepassato il segno e ha tirato fuori la “solita canzone” dando del “fascista” al conduttore. Stessa esibizione peraltro già vista contro Alessandra Mussolini.

Segue una strenua difesa di Corrado Formigli, impegnato in difesa della verità e addirittura secondo Celentano talmente bravo a fare il suo lavoro che quelli che non sanno chi andare a votare “lo stanno capendo grazie a uomini come Formigli”. “E tu gli dai dello stro***? Eh no Sgarbis, lo stro*** sei tu…”. Infine Celentano, che si definisce “grillino della prima ora”, difende Di Maio dagli attacchi di Sgarbi, che ha ironizzato sul claudicante uso dei congiuntivi da parte dell’aspirante premier Cinquestelle.

Vittorio Sgarbi ha replicato ad Adriano Celentano dalle pagine de Il Giornale: “Poverino. Anziano e orgogliosamente ignorante. Le persone consapevoli dicono fino all’ultimo giorno: Ancora imparo. Celentano è contento di essere ignorante, esalta il suo nipotino Di Maio, che sbaglia i congiuntivi e crede che Ravenna sia in Emilia dove, a insaputa di Celentano e di Di Maio, è sepolto Dante. Non gli dirò: capra! Poverino Celentano – ha continuato Sgarbi – non ce la fa”.