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Aiuto cuoco denunciato a Milano Marittima, parla Vissani: “C’è tanta rivalità in cucina”

Aiuto cuoco di 37 anni della provincia di Crotone è stato denunciato per lesioni aggravate continuate poiché versava il lassativo nell’acqua del suo chef bresciano a Milano Marittima con l’obiettivo di complicargli la vita sul lavoro a causa dei continui episodi di dissenteria. Ad incastrare l’aiuto cuoco calabrese sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza in seguito alla denuncia presentata dallo chef bresciano di un blasonato hotel di Milano Marittima, sul litorale ravennate. I carabinieri della stazione di Milano Marittima hanno accertato la colpevolezza dell’uomo.

Gianfranco Vissani – Foto: Facebook

Alla base del gesto, secondo quanto riferito dall’Arma, vi sarebbero dissapori sorti nell’ambiente lavorativo.

Il famoso e popolare chef Gianfranco Vissani ha commentato la triste vicenda al Quotidiano.net: “Troppe ore di lavoro, troppo sfruttamento. Sono pochissimi quelli che accettano un posto dopo aver chiesto quanto si guadagna esattamente. Si buttano e poi vedono. Così finiscono in balìa di chef mercenari, più o meno celebri, che impongono il loro modo arrogante di lavorare e di comandare. Lo impongono anche ai proprietari, che devono far tornare i conti e pagano gli ultimi arrivati solo quando capita. Quindi queste persone odiose e mediocri stanno distruggendo tutto – ha proseguito Vissani -, col fattivo aiuto delle guide gastronomiche. Ne riparliamo fra un paio d’anni, vedrete. Si sta annientando un’economia. Ovviamente i giovani sono le prime vittime”. Per poi aggiungere: “Guardano Masterchef, pensano chissà che cosa, mettono il naso in una cucina e solo lì si rendono conto. Sa quanti sono quelli che dopo un giorno non si fanno più vedere? Tanti. Perché non reggono a quell’inferno. Però vorrei aggiungere una cosa su quella storia dei lassativi. Certi comportamenti non sono sempre imprevedibili. Un cuoco dovrebbe cogliere i segnali di tensione o di conflitto. Avevo un collaboratore che piantava grane e non faceva mai quel che gli chiedevo. L’ho messo alla porta”.