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Alla Sapienza test shock: domanda sui gusti della grattachecca

Fa discutere quello che è successo alla Sapienza durante i test per l’accesso alla laurea in professioni sanitarie. Sembra uno scherzo: uno di quelli architettati dai protagonisti di Amici Miei per esempio; la cosa invece non fa ridere ma desta scalpore se si pensa che si tratta del test all’ammissione all’Università, di una delle più gloriose “La Sapienza”. Il tempio accademico per eccellenza che insieme alla Bocconi e alla Cattolica costituisce la sede del sapere e del “buon senso” verrebbe da dire. Ma quale buon senso ci può essere in una domanda che ha come oggetto i gusti della grattachecca di “Sora Maria” ?

Proprio così ai test di ammissione che si stanno svolgendo in questi giorni sarebbe venuta fuori proprio questa domanda. Allora ci si chiede quale importanza possa avere ai fini professionali il gusto della grattachecca e cosa significhi tutto questo. Al contrario di ciò che si era pensato in un primo momento la domanda c’era davvero e la cosa ha scatenato non poco clamore, con tanto di Tg5 a visitare il chiosco della Signora Maria, “colpevole” di servire la bevanda in questione.

Intanto il sindacato degli Universitari fa sentire la propria voce dal suo sito. Si esprimono sconcerto, rammarico, stupore e meraviglia per domande del genere, assolutamente assurde e che comportano anche un danno d’immagine ad un’Università di così importante tradizione. Il primo passo è quello, ovviamente di fare un ricorso e denunciare una situazione che ha il sapore dell’assurdo. E non sarebbe neppure la prima volta. Più volte è capitato che le domande siano errate o bizzarre.

Ma il discorso si sposta poi sull’opportunità di tenere ancora i test d’ingresso per accedere ad alcuni corsi di laurea. L’Università deve essere libera, ad ognuno deve essere riconosciuto il diritto di accedere a qualsiasi corso di laurea. E poi quale utilità hanno i test d’ingresso e quale serietà, se compaiono domande sui gusti della grattachecca romana?