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Amandha Fox nuda: la protesta hot contro Michele Emiliano e i neo assessori di Taranto

Amandha Fox si è spogliata ed è rimasta nuda a Taranto Vecchia per protestare contro il Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano e i neo assessori di Taranto. Per quale motivo? Il neo sindaco del capoluogo ionico, Rinaldo Melucci del Partito Democratico, ha nominato alcuni assessori che non sono di Taranto. Da qui la scelta della prorompente e giunonica Venere polacca di denudarsi per attaccare il presidente pugliese Emiliano.

La social attrice hard non ha nessuna intenzione di abbandonare la politica e il sogno di diventare un giorno sindaca di Taranto.

Nei giorni scorsi mentre a Palazzo di città il sindaco Rinaldo Melucci presentava i componenti della propria Giunta municipale la social porno star a qualche centinaio di metri di distanza si è denudata per protestare contro Emiliano reo ( lo hanno anche denunciato sui media alcuni consiglieri comunali) di aver consigliato il vice sindaco e altri assessori provenienti da Bari, commissariando di fatto la città dei Due Mari.

“Ho protestato per richiamare l’attenzione dei miei numerosi amici tarantini in merito al fatto che gli assessori non residenti a Taranto – ha detto Amandha -, non conoscendo le problematiche del territorio certamente non potranno risolvere i mille problemi della città lasciata allo sbando da Ezio Stefàno. Dalle scelte effettuate da Melucci si evince come lo stesso sia stato impegnato più a soddisfare le indicazioni dei padroni del proprio partito che gli elettori che lo hanno sostenuto. Indifendibile e inspiegabile anche il provvedimento di nomina dell’assessore figlio di una consigliera comunale (che i rumors tarantini mi dicono sia molto vicina alle posizioni dell’Onorevole Michele Pelillo del Partito Democratico)“ .

Due mesi fa Amandha Fox si era spogliata sempre a Taranto per un nuovo calendario senza veli. In quell’occasione la bombastica e provocante protagonista del calendario 2018 edito da Gamma 3000 aveva lanciato un nuovo atto d’accusa contro la classe politica tarantina, pugliese e nazionale per l’emergenza sanitaria e ambientale provocata dall’Ilva.