Isola dei famosi e Alessia Marcuzzi nel pallone: la critica di Selvaggia Lucarelli

Isola dei famosi 2018 e Alessia Marcuzzi travolte dalle critiche e dagli scandali. Antonio Ricci di Striscia la notizia e Barbara D’Urso di Pomeriggio 5 e Domenica Live incalzano sullo scandalo canna gate e sul caso omofobia. Selvaggia Lucarelli va all’attacco sui social.

Alessia Marcuzzi – Foto: Facebook

Gli attacchi omofobi subiti dal sensitivo Craig Warwick da parte di Franco Terlizzi e lo scandalo canna-gate continuano a tenere banco sulla stampa e in Rete.

L’ex giurata di Ballando con le stelle e blogger Selvaggia Lucarelli ha esordito così: “Perché l’Isola sta facendo inca***re il pubblico, Antonio Ricci ultimo eroe (e quando un reality l’ho fatto io). Quest’anno l’Isola dei famosi è dedicata molto poco al gioco e tantissimo alle polemiche, con una bizzarra guerra fratricida all’interno di Canale 5 tra programmi, appunto, in onda sulla stessa rete. (Striscia la Notizia, Domenica Live, Isola dei Famosi). Insomma, una macello tutto sul canna-gate. Ora, a me di ristabilire la verità dei fatti non importa un’emerita cippa. Mi pare evidente che la Henger abbia detto la verità, che la faccenda abbia creato molti problemi perché Monte era il protagonista del reality e farlo uscire era un danno notevole per la produzione e gli ascolti. Quello che sta facendo incazzare la gente e che è più importante da un punto di vista televisivo, è la piega che i reality stanno prendendo (…). Le questioni irritanti sono diverse, alcune comprensibili e tollerabili, altre meno: la prima è che ci sono concorrenti più noti e utili agli ascolti e altri che non contano nulla. Non è una novità e non dico certo nulla di originale nel sottolineare che un Monte qualunque sia più utile di un’ Alessia Mancini (…) ma la gestione favoritismi è spesso gestita di m***a dagli autori, con evidenti trattamenti di favore, clip montate ad arte per far sembrare alcuni eroi ed altri stronzi, regolamenti-pongo (…). La gestione del caso Monte ne è la prova. E somiglia spaventosamente al caso fratelli Rodriguez al Grande Fratello Vip, in cui le minacce di Jeremias e il famoso armadio di Cecilia, sono stati trattati con i guanti di velluto rispetto ad una De Lellis o un Predolin massacrati per molto meno”.

L’ex moglie di Laerte Pappalardo ha poi continuato: “Ci sarebbero modi più puliti di proteggere i concorrenti, le produzioni invece giocano sempre sporco, prendono per il culo il pubblico e stanno trasformando i reality in un confronto tra la produzione e il pubblico da casa o Striscia, anziché tra concorrenti. Prima erano la Yespica e la Elia a tirarsi i capelli, oggi sono la Marcuzzi e twitter, Magnolia e Ricci (…). Poi c’è il fatto, meno raccontato ma ormai intuito da una buona fetta di utenti social, che alcuni autori piazzano amici, amiche e persone a cui poi regalano copertine perché oltre agli autori tv fanno pure i giornalisti di gossip e gli uffici stampa e chiaramente portano avanti un sistema viziato, scorretto e odioso per proteggere i loro favoriti. (…). Gli opinionisti, pure, sono spesso di parte, chiamati per difendere i loro preferiti (quelli di cui sono amici o quelli con cui hanno questione lavorative in ballo). Uno dei più criticati quest’anno è stato Signorini non a caso: se dirigi un giornale di gossip è evidente che avere buoni rapporti con Belen e famiglia sia più importante che averli con una De Lellis. Infine, c’è questa triste faccenda delle conduttrici inutili. Blasi e Marcuzzi sono brave e carine ma sono dei soldatini. Delle esecutrici. Non hanno una loro posizione e si guardano bene dal prenderla, seguono il gobbo invisibile dettato dagli autori, non incidono minimamente nel programma e nella discussione. Una Marcuzzi che sul canna gate dice solo ‘Vedetevela in tribunale, che noia!’ o ‘Io non sono dalla parte di nessuno perché Eva e Monte non li conosco!’ è la morte delle conduzioni ca**ute alla Ventura (e i magheggi c’erano pure all’epoca eh) (…) quello che gli autori non capiscono, è che i social hanno cambiato le regole del gioco. C’è un terzo protagonista, ormai, nei reality, e quel protagonista è il pubblico. Che fa da sentinella e le mosse furbette degli autori non la fa passare lisce. Organizza sommosse, chiede spiegazioni, salva filmati che spariscono, conosce ormai i nomi degli autori più scorretti e fa casino. È il pubblico grillino dei reality, quello che ‘Fino ad oggi avete fatto come vi pareva, ora la pacchia è finita!’. Con i pregi (il monitoraggio) e i difetti (il populismo) del caso”.

La scrittrice e conduttrice radiofonica ha poi osservato: “Striscia, in questo senso, è la voce degli inca***ti del web. E qui va detto che Antonio Ricci è l’ultimo eroe rimasto dentro Mediaset. (…) Ci fa sapere che la Panicucci è arrogante, che la Marcuzzi fa Biancaneve in onda ma conosce altre versioni dei fatti, che i concorrenti sono dei paraculi omertosi, che gli autori hanno i loro preferiti. Infine. Ho fatto un reality 12 anni fa. (La Fattoria, ci sono rimasta ben tre mesi) Hanno sempre chiesto in anticipo i nominati anche a me (…), qualcuno ha comprato il fumo anche nel mio hotel (e ho pensato che fosse un idiota perché anche in Marocco si finisce in galera ma nessuno lo riferì agli autori comunque), ho trovato ci fosse qualche tollerabile inciucio qua e là pure in quell’edizione. (…). Esiste il montaggio nei reality e quando monti 30 secondi delle 24 ore della giornata di qualcuno, non sarà mai la verità, ma quei 30 secondi della giornata che vorranno raccontare gli autori. Utili allo show. Questo va ricordato a chi vede e a chi partecipa, a chi PRETENDE la verità da un gioco tv. Dicevo, qualche scorrettezza ci fu. Solo che all’epoca non c’erano i social (…). C’era Orlando Portento, l’unico eroe che ebbe il coraggio di sollevare qualche sospetto sulla correttezza delle regole. Questo sospetto, il mitologico Orlando Portento, lo ribattezzò Triccheballacche. Ecco, a distanza di 12 anni è ancora Triccheballacche. Con la differenza che i nostri autori erano più simpatici, non c’erano i social a fare da sentinella implacabile – ha concluso Selvaggia – e Antonio Ricci stava più inca***to con Bonolis che con la D’Urso. Peccato”.