Carabiniere Mario Cerciello Rega ucciso a Roma, la madre dell’americano Elder Lee: “È un ragazzo riflessivo, faceva uso di marijuana”

Il vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega è stato ammazzato con 11 coltellate, di cui una al cuore, nella notte tra il 25 e il 26 luglio nel centro di Roma mentre era in servizio. Il 29 luglio scorso si sono celebrati i funerali del 35enne carabiniere presso la chiesa di Santa Croce a Somma Vesuviana, la stessa dove un mese e mezzo fa aveva sposato la fidanzata Rosa Maria. Il gip della Capitale, Chiara Gallo, ha disposto il carcere per i due cittadini americani Christian Gabriel Natale Hjort e Finnegan Lee Elder, accusati di concorso in omicidio per aver ucciso il vice brigadieri dei carabinieri.

La madre del ragazzo americano Elder Lee ha rivelato a La Stampa che suo figlio è un ragazzo riflessivo, che ha sofferto molto nella sua vita.

La 51enne signora Leah, di mestiere consulente nel settore dei trasporti, ha asserito di essere sotto shock e di essere tremendamente dispiaciuta per la morte del carabiniere Mario Cerciello Rega.

“È un ragazzo riflessivo – ha spiegato la mamma di Elder -, che ha anche molto sofferto. Sì, faceva uso di marijuana – in California è legale, ndr – e la usava per alleviare i dolori alla mano sinistra, parzialmente paralizzata e senza un dito”. Ha però sottolineato di non sapere se il giovane usasse stupefacenti di altro tipo.

La donna ha detto di non aver mai notato in suo figlio esplosioni di rabbia improvvisa: “È un ragazzo riflessivo. L’unica spiegazione che posso darmi se davvero risultasse coinvolto in modo diretto in questa tragedia, è che fosse terrorizzato e dunque può aver reagito in modo inconsulto”.

Per il momento Gabriel Christian Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder restano in carcere per tentata estorsione e per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega.

Redazione-iGossip