Coronavirus e clima: il caldo può rallentare l’epidemia Covid-19?

Coronavirus e clima: il caldo può rallentare l’epidemia Covid-19? Che tipo di correlazione può esserci tra clima e nuovo Coronavirus? Il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha firmato un decreto con misure ancora più stringenti per tutta l’Italia contro l’epidemia dato che i contagi sono in continua crescita. Nessun Paese al mondo ha finora adottato queste misure drastiche contro il virus.

Coronavirus – Foto: Pixabay.com

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Il dpcm prevede divieto d’assembramento; spostamenti solo per lavoro, salute o necessità stringenti con autocertificazione; chiusura delle scuole fino al 3 aprile; stop agli eventi sportivi.

Nessuna chiusura invece dei supermercati e approvvigionamenti garantiti. Il direttore della terapia intensiva Sacco di Milano ha rivelato: “In Lombardia numeri da guerra”.

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Coronavirus e caldo: il parere degli esperti

Il meteorologo Paolo Sottocorona ha analizzato questo binomio nuovo Coronavirus e caldo ad Affaritaliani.it. Che cosa ha dichiarato? “In questi giorni mi sono informato molto – ha spiegato Sottocorona -, ho letto e studiato. Possiamo affermare che sicuramente il caldo aiuta a combattere il coronavirus, a differenza di quanto si potrebbe pensare e cioè che il freddo blocca e il caldo sviluppa il contagio. Non è così”.

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Per poi aggiungere: “La prima componente è climatica. Indicativamente con una temperatura di 26, 27, 28 gradi centigradi il virus, anche se non muore, ha difficoltà a riprodursi. Ad esempio su una superficie metallica potrebbe sopravvivere 2 ore e non 12 come oggi e sulle mani 15 minuti e non 2 ore. Il caldo quindi rende più difficile il contagio, visto che la durata della vita del virus viene più che dimezzata”.

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“Il problema è che è difficile attendersi temperature di questo tipo adesso – ha continuato il meteorologo -, è vero che soprattutto al Centro-Sud abbiamo avuto un inverno relativamente caldo e nulla vieta che ci siano precoci ondate di caldo ad aprile o maggio che ci farebbero comodo. Anche se penso che nel range marzo-aprile sarà difficile toccare i 26 gradi, se non localmente sulla Sicilia. Insomma, l’aiuto non arriverà nell’immediato. L’altra componente stagionale che aiuta a combattere il coronavirus è che la tarda primavera e poi ovviamente l’estate portano le persone a stare maggiormente all’aria aperta e non a stare chiuse in una stanza o in un locale. Quindi, quella distanza di un metro e mezzo diventa in molti casi di tre metri”.

Per poi osservare: “Al momento non è possibile prevedere se ci saranno ondate precoci di caldo, anche se statisticamente le ultime estati sono sempre state più calde. Ma questo non significa che l’estate 2020 sarà caldissima. Non c’è la certezza”.

Poi ha lanciato un monito per il futuro: “Se in Italia ci saranno ondate precoci di caldo estivo arriverà certamente una mano per fronteggiare l’emergenza. Il problema però è che nei prossimi mesi il coronavirus potrebbe trasferirsi nell’emisfero meridionale, dove sarà inverno. Quindi attenzione ad Australia, Nuova Zelanda, Sud America e Sud Africa“.

Sara Mazzilli, dottoranda alla Scuola Normale Superiore in data science applicata all’epidemiologia, ha dichiarato a IlMeteo.it: “Nella nostra area climatica, molti dei virus che infettano le vie respiratorie, seguono una stagionalità, ovvero i casi di infezione diminuiscono con l’arrivo dell’estate. Molti esperti sostengono che sarà così anche per il COVID-19. Non dobbiamo dimenticarci però che la popolazione non è mai entrata in contatto e sviluppato anticorpi contro questo nuovo virus, quindi, anche qualora il Coronavirus seguisse una stagionalità, è probabile che continueremo a vedere anche in estate un maggior numero di casi rispetto ad altre malattie infettive che il nostro sistema immunitario ha già avuto modo di conoscere”.

Redazione-iGossip