Cucinare con pentole con rivestimento antiaderente causa il cancro? Fake news o verità?

Cucinare con pentole con rivestimento antiaderente causa il cancro? Questo dubbio è frutto di un luogo comune oppure è una sacrosanta verità? Fake news o pura e semplice verità? Nel rivestimento dei tegami si può trovare il politetrafluoroetilene (più conosciuto con i nomi commerciali dei prodotti in cui è contenuto, per esempio Teflon, Fluon, Algoflon, Hostaflon, Inoflon), una sostanza composta da carbonio e fluoro e utilizzata oggi in diversi contesti.

Donna ai fornelli – Foto: Pixabay.com

La potenziale pericolosità dei tegami antiaderenti è legata alla presenza – sempre più rara nei prodotti moderni – dell’acido perfluoroottanoico (PFOA), utilizzato in alcuni processi di preparazione del prodotto finale. Il PFOA è classificato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro in classe 2B (possibilmente cancerogeno per l’uomo).

L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) ha dichiarato che il rivestimento delle pentole antiaderenti non è di per sé pericoloso per la salute, ma alcune sostanze, PFOA in particolare, che possono essere utilizzate nel processo di produzione del prodotto sono state associate a un aumento del rischio di tumore e altre patologie.

Tuttavia i tegami di produzione più recenti non dovrebbero contenere PFOA. L’AIRC ha comunque diramato regole di base per l’adeguato utilizzo delle pentole con rivestimento antiaderente:

  • non scaldare mai il tegame vuoto perché così facendo aumenta il rischio di raggiungere temperature troppo elevate nelle quali la stabilità del materiale è compromessa;
  • mantenere il locale ben areato quando si cucina;
  • buttare le pentole se il rivestimento è particolarmente rovinato. In quest’ultimo caso il rischio non deriva tanto dal rilascio di particelle di rivestimento (che comunque è sempre bene non ingerire), ma piuttosto del metallo sottostante, spesso non adatto a entrare in contatto con gli alimenti.
Redazione-iGossip