Don Michele Barone resta in carcere: respinta la richiesta dei domiciliari

Don Michele Barone resta in carcere: respinta la richiesta dei domiciliari avanzata dal suo avvocato, l’ex parlamentare di Forza Italia Carlo Taormina. Il prete dei vip è accusato di maltrattamenti e violenza sessuale ai danni di tre donne, tra cui una minore di 14 anni. Il sindaco di Casapenna Marcello De Rosa è su tutte le furie per gli abusi e violenze sessuali commessi dal prete.

Le nuove testimonianze shock raccolte dal programma tv Le Ienehanno indignato e sconvolto l’opinione pubblica italiana. Il prete dei vip è finito in carcere il 24 febbraio con l’accusa di violenza sessuale aggravata e maltrattamenti anche su minori, in particolare su una ragazzina di 14 anni con problemi psichici che il sacerdote curava con l’esorcismo.

Sono invece tornati in libertà i genitori della minorenne, finiti agli arresti domiciliari perché non avrebbero impedito gli abusi. Lo ha deciso il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, cui si era rivolto Carlo Taormina, legale del prete; il professionista aveva chiesto la concessione dei domiciliari, ma la Procura aveva dato parere contrario.

L’ex deputato di FI, che assiste anche i genitori della piccola, aveva poi chiesto per i coniugi l’annullamento dell’ordinanza e la concessione della libertà, ricevendo l’avallo della Procura, che aveva dato parere favorevole ad una misura meno afflittiva.

Per don Michele la partita si sposterà ora al Tribunale del Riesame, cui Taormina ha già presentato istanza. L’altro indagato arrestato, il funzionario di ps Luigi Schettino, resta ai domiciliari in attesa che si pronunci il Tribunale del Riesame, al quale si è rivolto il suo legale Carlo De Stavola.

Redazione-iGossip