Ecoballe, camorra e tangenti: Vincenzo De Luca insulta i giornalisti di Fanpage e calpesta la libertà di stampa

Ecoballe, camorra e tangenti: il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha insultato gravemente e pesantemente i giornalisti di Fanpage che hanno condotto una splendida, lunga e meritevole inchiesta sui rifiuti e sugli intrecci piuttosto scottanti e scomodi tra politica, mafia e imprenditoria in Campania. Il Partito Democratico è spaccato a metà, sia per la vile aggressione verbale del Governatore campano nei confronti dei coraggiosi giornalisti di Fanpage sia per ciò che è emerso dall’inchiesta giornalistica.

Matteo Renzi e Vincenzo De Luca – Foto: Facebook

L’ex sindaco di Salerno del Partito Democratico ed ex sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti nel Governo Letta ha violentemente insultato i giornalisti di Fanpage mediante un video condiviso sulla sua pagina Facebook: “Ma quale giornalismo, è una vergogna nazionale. Ci dovremmo vergognare in Italia per il fatto che ci sia spazio per operazioni di vero squadrismo. Il significato di questa operazione è esattamente il contrario di quello che vogliono fare apparire – ha dichiarato il Governatore Vincenzo De Luca -, questa è la reazione dei delinquenti e dei camorristi a un’operazione di pulizia che stiamo facendo”.

Intanto Roberto De Luca (figlio del Governatore Vincenzo De Luca) è stato iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di corruzione per avere, secondo l’accusa, accettato la promessa di tangenti. De Luca jr si è poi dimesso da assessore al Bilancio del Comune di Salerno. Il presidente della Sma (la società regionale per l’ambiente che si occupa dello smaltimento dei fanghi dei depuratori) Biagio Iacolare, e il consigliere delegato, Lorenzo Di Domenico, si sono dimessi.

Sono finiti nel registro degli indagati anche il consigliere comunale centrista a Ercolano Mario Rory Oliviero e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, candidato alla Camera dei Deputati, Luciano Passariello: a quest’ultimo è contestata anche l’aggravante mafiosa.

Il candidato premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha cinguettato: “Sto guardando il terzo video dell’inchiesta di Fanpage. È Allucinante. Sembra di vedere Gomorra, ma a differenza della serie qui devono vincere i buoni!”. Poi sempre sui social ha asserito: “Stanno ammazzando la mia gente, la Campania e la terra dei fuochi. Mandiamo a casa questi partiti, assassini della mia gente attraverso l’interramento e lo sversamento illecito dei rifiuti. In Gomorra i camorristi fanno paura questi partiti invece si comportano peggio dei camorristi, perchè la camorra fa il suo sporco lavoro e i partiti li incontrano”. Poi il candidato pentastellato a Palazzo Chigi Luigi Di Maio ha attaccato il presidente della Regione Vincenzo De Luca: “Senza i voti di De Mita, De Luca non avrebbe mai vinto in Campania”. E rivolgendosi a Giorgia Meloni ha detto: “Parla di legalità, di patria. Ma su Passariello ancora non ha detto una parola. Come vedete Tangentopoli non è mai finita. Grazie ai giornalisti oggi veniamo a conoscenza di una Tangentopoli campana che investe tutti partiti di questo Paese, centrodestra e centrosinista. Ma non è solo una Tangentopoli campana perché qui ci sono uomini che girano intorno al partito dell’attuale presidente del Consiglio dei ministri Gentiloni, dell’ex premier Renzi e politici che girano intorno al partito di Giorgia Meloni che parla tanto di onestà e poi ha persone indagate in questa inchiesta. E’ un atteggiamento peggiore di quello della camorra“. Ha poi osservato: “La giunta campana se ne deve andare a casa. E’ inquinata. Non possiamo credere che De Luca non fosse al corrente di quanto accadeva: sono coinvolti Roberto De Luca, figlio del governatore e Fulvio Bonavitacola che è vicepresidente di De Luca. L’inchiesta testimonia che uomini vicini a Ciriaco De Mita e lui stesso sono quelli che fanno affari con i rifiuti in Campania: e sono gli stessi azionisti di maggioranza della giunta De Luca. Che questa giunta vada a casa! Questi rifiuti politici devono abbandonare le istituzioni della Repubblica ed andarsene”.

Federazione nazionale della Stampa italiana, Sindacato unitario giornalisti Campania e Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti hanno criticato il Governatore Vincenzo De Luca per lo squadrismo verbale: “Bollare come ‘camorristiche’ e ‘squadristiche’ le inchieste giornalistiche è inaccettabile e non può essere consentito a nessuno, tantomeno a un rappresentante delle istituzioni. Sarebbe opportuno che anche il PD facesse sentire la propria voce. Evidentemente la salvaguardia di pacchetti di voti viene considerata meritevole di tutela più della libertà di espressione e del diritto dei cittadini ad essere informati su una vicenda inquietante come quella del traffico di rifiuti in Campania“.

Redazione-iGossip