Emiliano apre a un Governo del M5S con il sostegno del PD, Berlusconi torna a corteggiare Renzi

Emiliano apre a un Governo del Movimento 5 Stelle con il sostegno del Partito Democratico. L’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato a corteggiare il leader del PD Matteo Renzi, ipotizzando un nuovo Patto del Nazareno. Queste prospettive post elezioni politiche del 4 marzio 2018 stanno agitando sia gli alleati di Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni in primis, sia gli alleati di Renzi, Santagata e Prodi.

Michele Emiliano – Foto: Facebook

A pochi giorni dal voto, il PD di Matteo Renzi è allo sbando ed è alle prese con lo scandalo rifiuti e camorra in Campania. L’ex presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi continua a difendere l’operato della dinastia De Luca in Campania.

L’ex sceriffo di Bari nonché presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha lanciato un monito significativo al suo leader Matteo Renzi: “Se il presidente Mattarella dovesse dare l’incarico a Di Maio, io farò ogni sforzo perché il PD sostenga il M5S nella formazione del Governo. Se il PD non dovesse essere il primo partito e l’incarico dovesse essere dato al M5S, siccome sarà un Governo di emergenza perché nessuno avrà la maggioranza assoluta, bisognerà far sì che il gruppo che riceverà l’incarico poi possa formare un Governo”. Il ministro dello Sviluppo economico del Governo Gentiloni, Carlo Calenda, ha replicato duramente al presidente della Puglia su Twitter: “Sostengo appassionatamente la coalizione di centrosinistra andando in giro a spiegare che abbiamo bisogno di una classe dirigente seria. Ma ogni volta che vedo una dichiarazione di Michele Emiliano la determinazione vacilla. Non comprendo cosa c’entri con il PD”.

Il fondatore e leader di Forza Italia Silvio Berlusconi continua a corteggiare Matteo Renzi. “Rifarei anche io il Nazareno, era un accordo di collaborazione – ha affermato il leader di FI a Rai News24 – Ma l’accordo è saltato dopo che Renzi ha cambiato idea 17 volte, e poi quando ci siamo trovatI alla presidenza della Repubblica un candidato che non era quello stabilito. A quel punto abbiamo capito che non si poteva andare avanti con chi non mantiene accordi”.