Facebook di nuovo nella bufera per un altro scandalo legato alla privacy: “Ha pagato società esterne per trascrivere i contenuti delle chat audio”

Facebook di nuovo nella bufera per un altro scandalo legato alla privacy. Bloomberg ha rivelato che il colosso dei social network ha pagato società esterne per trascrivere i contenuti delle chat audio degli utenti. Ai dipendenti ingaggiati per questo specifico lavoro non veniva detto da dove provenissero i file e qual era lo scopo della trascrizione.

Facebook – Foto: Pixabay.com

Facebook aveva sempre negato di raccogliere audio dagli utenti. L’amministratore delegato Zuckerberg aveva negato direttamente nella testimonianza del Congresso nell’aprile 2018, riferendosi all’accusa di invasione della privacy come a una teoria della cospirazione.

Ma l’agenzia Bloomberg ha rivelato tutta un’altra versione dei fatti. Tra le società assoldate da Facebook per ascoltare i messaggi c’è la californiana TaskUs Inc. La policy sull’uso dei dati di Facebook, rivista lo scorso anno, non menziona file audio né il fatto che persone terze in carne e ossa avranno accesso alle informazioni che raccoglie. “In un elenco di prototipi di terze parti con cui condivide le informazioni, Facebook non parla di un team di trascrizione, ma fa vagamente riferimento a ‘distributori e fornitori di servizi che supportano la nostra attività’ analizzando come vengono usati i nostri prodotti”, ha scritto Bloomberg.

Ora la notizia lanciata dall’agenzia è stata confermata alcuni giorni fa dalla stessa azienda di Zuckerberg, che, dopo aver a lungo negato ha ammesso perché “autorizzati dagli utenti”. Anche l’azienda appaltatrice del servizio e i suoi dipendenti hanno confermato la cosa: Facebook si serviva di loro, ma ora ha smesso.

Redazione-iGossip