Filippo Magnini assolto dall’accusa di doping: il suo sfogo a Verissimo

Filippo Magnini è stato assolto dall’accusa di doping poiché manca una ragionevole convinzione in quanto non si può condannare una persona sulla base di una ipotesi o su una presunta intenzione. Annullata la squalifica di 4 anni per il 38enne sportivo. Il TAS di Losanna ha dato ragione al miglior stileliberista italiano di sempre e ha condannato il Tribunale Nazionale Antidoping a pagare 5000 franchi svizzeri come rimborso all’ex nuotatore per le spese legali. Ieri Magnini ha affrontato con entusiasmo e gioia l’argomento nel salotto tv di Silvia Toffanin, Verissimo.

Filippo Magnini – Foto: Facebook

Filippo Magnini: la decisione del TAS

Il TAS ha specificato che non si può condannare una persona sulla base di una ipotesi o su una presunta intenzione. I giudici del Tribunale di Arbitrato dello Sport di Losanna sono convinti che, in presenza di elementi discutibili, il due volte campione mondiale nei 100 m nel 2005 e nel 2007 abbia cercato informazioni per assumere i migliori integratori leciti e consentiti dalla Wada.

Un comportamento lontano anni luce da quello di chi cerca di doparsi. Manca dunque una ragionevole convinzione per poter avvalorare la squalifica di 4 anni per tentato uso di doping (articolo 2.2 codice Wada) confermata anche in appello dalla seconda sezione del TNA.

Filippo Magnini: lo sfogo liberatorio a Verissimo

Il vincitore di due titoli mondiali in vasca corta e complessivamente diciassette ori europei ha dichiarato a Verissimo: «Finalmente sono libero, è come se fossi stato tre anni in galera».

Il compagno della showgirl Giorgia Palmas ha poi aggiunto: «Ci sono voluti tre anni, ma la mia fiducia nella giustizia, ordinaria e sportiva, c’è sempre stata. Fino all’ultimo credevo e speravo di vincere: la verità è venuta fuori e ora finalmente sono libero».

Visibilmente emozionato l’ex nuotatore Filippo Magnini ha ricordato il periodo più difficile della sua vita iniziato nel giugno del 2017: «Quella mattina è stato un brutto risveglio, non avrei mai pensato di vedere il mio nome associato al doping. Alcuni giornalisti mi hanno avvertito che sui giornali era uscita questa notizia: l’ho scoperto così e lì è iniziato il mio incubo. Ognuno di noi deve combattere delle battaglie, ma quando combatti contro quella che tu vedi come un’ingiustizia è un dolore pazzesco. Vorresti urlare la verità mentre tutte le persone leggono sui giornali il contrario».

Per poi proseguire: «La storia è finita bene, ma è stato un percorso delicato e doloroso per me e per le persone che mi sono state vicino. Questa vittoria mi ha liberato, è come se fossi stato tre anni in galera. La ferita rimane comunque, ci vorrà ancora un bel po’ di tempo per ricucirla».

Il campione olimpico ha raccontato come sono andate le indagini: «Ho realizzato di essere dentro a un’indagine pazzesca, che forse riservano solo ai terroristi. Ma io, nella mia innocenza, ero contento di questa cosa, perché quando non hai fatto niente e vieni intercettato, pedinato e ti mettono le cimici in macchina, a quel punto la verità deve venir fuori. Più informazioni c’erano su di me, più ero contento. E alla fine ho avuto ragione. Sono convinto che il 99% degli atleti non ce l’avrebbe fatta a difendersi».

Dopo essere stato assolto, Magnini non pensa di diventare allenatore, almeno per il momento, ma sta pensando di tornare a nuotare.

Auguri Filippo!

Redazione-iGossip