Francesca Verdini e il racconto della paura: “Quell’uomo che urlava per strada”

Francesca Verdini ha raccontato quei momenti di paura vissuti a Roma, in piena pandemia da Covid-19, quando ha incontrato un uomo disperato che le ha chiesto soldi e aiuto sul suo profilo Instagram. L’uomo le ha urlato qualcosa e lei è scappata fino ad arrivare con il fiato in gola a casa.

La fidanzata dell’ex ministro dell’Interno del Governo Conte 1, Matteo Salvini, ha scritto: “Non è successo niente, e forse non era neanche pericoloso, ma solo arrabbiato. Ma ho avuto paura”.

Lei era uscita di casa per fare la spesa: “Questa versione del mondo vuota sta iniziando a terrorizzarmi. C’era un bel sole e ho deciso, per vedere se la chiesa qui accanto ha lasciato rametti di ulivi benedetti, di prevedere una strada diversa, piccolina piccolina, stretta stretta, in discesa. Mentre la percorro – ha continuato la figlia dell’ex braccio destro di Silvio Berlusconi, Denis Verdini -, vedo un uomo che suona ripetutamente ad un campanello e guarda verso qualche finestra, proseguo. Quando siamo vicini, mentre ci incrociamo, mi accorgo che ha smesso di suonare e che si è girato a guardarmi. Non so perché ho avuto un secondo di paura. Abbasso gli occhi e proseguo. Mi grida qualcosa. Proseguo”.

Per poi aggiungere: “Grida più forte con tono arrabbiato, ma non lo capisco. Però mi fermo; siamo solo io e lui. Prego? Urla ancora più forte e molto arrabbiato, ancora non capisco, ma intuisco che mi chiede soldi, perché mi sventola sguaiatamente un bicchiere e delle sue parole distinguo chiaramente ‘un euro, un euro’. Ho solo la carta e comunque molta paura, ‘scusa, non ho niente’ e proseguo”.

Poi scatta il panico: “Riparto accelerando, ma la strada è lunga e stretta. Lui prende a urlare furiosamente, come un matto, un urlo profondo stracolmo di rabbia. Fa sicuramente passi nella mia direzione. Ho abbastanza paura per non capire per più di qualche secondo che cosa fare. Ho continuato ad accelerare il passo, ma la voce era sempre troppo vicina. Non so quando, ho iniziato a correre. E finalmente la voce si è fatta mano a mano sempre più lontana. Per tutto il tragitto ho guardato terrazze, finestre, ho sperato di incrociare persone. Fino a casa, arrivata ho fatto le scale così velocemente che mi è sembrato di non averle neanche fatte. Ho chiuso la porta e sono corsa alla finestra, ho continuato a cercare persone affacciate”.

A pericolo scampato, Francesca Verdini ha osservato: “Ho realizzato che è tanto importante vedere i nostri vicini che cantano e salutano, perché abbiamo bisogno di speranza. In tutte le sue forme. Ma in qualsiasi forma la vediamo, la speranza è umana e si trova solo attraverso le persone. È sempre così ovvio, ma sempre cosi poco evidente; Nessuno si salva da solo. Neanche quel signore arrabbiato”.

Redazione-iGossip