Gay torturati e uccisi in Cecenia: costretti all’esilio i giornalisti di Novaya Gazeta

Gay torturati, perseguitati e uccisi in Cecenia. Il dittatore della Federazione Russa Vladimir Putin continua a negare le violenze sui gay. I giornalisti di Novaya Gazeta, che hanno raccontato in diverse inchieste che la polizia cecena arresta, tortura e uccide le persone sospettate di essere omosessuali in 6 campi di concentramento, sono stati costretti all’esilio dopo che è stata indetta una fatwa contro di loro. Minacciati di morte e sotto l’incalzante omertà delle autorità russe, i giornalisti di Novaya Gazeta hanno dichiarato di volere raggiungere luoghi sicuri.

Giornalisti protestano contro i lager per gay in Cecenia – Foto: Facebook

Lo ha annunciato Elena Milashina di Novaya Gazeta in un’intervista rilasciata al Washington Post.

“Sono costretta a lasciare il Paese – ha detto Elena Milashina -, ma continuerò a lavorare sulla Cecenia. Ho un sacco di fonti e informazioni posso continuare il lavoro così. […] È la reazione più grande che abbiamo avuto da quando raccontiamo la repressione gay in Cecenia. […] Non sono una o due persona, ma una centinaia. Personalmente posso dire che le ondate di repressione in Cecenia stanno diventando sempre più grandi e sempre più aggressive”.

La giornalista russa ha poi concluso: “Questa è una situazione che ricorda la Germania nazista. La gente viene uccisa per via della razza, dell’orientamento sessuale o della religione. È un crimine enorme, è sta accadendo adesso in Russia, parte dell’Europa!”.

Nel recente passato altre giornaliste di Novaya Gazeta, le compiante e coraggiose Anna Politkovskaja e Anastasia Baburova, sono state uccise per alcune inchieste shock e scomode sulla Cecenia e per la loro opposizione al regime dittatoriale di Vladimir Putin.

Redazione-iGossip