Il monito di Mario Draghi: “Uscire dalla Ue non dà maggiore sovranità”

Il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha lanciato un monito significativo sull’Unione europea durante un recente discorso all’Università di Bologna, dove ha ricevuto una laurea honoris causa in Giurisprudenza.

Mario Draghi – Foto: Wikipedia.org

“La maggior parte dei paesi, da soli, non potrebbero beneficiare della fatturazione delle loro importazioni nella loro valuta nazionale, il che esaspererebbe gli effetti inflazionistici nel caso di svalutazioni – ha spiegato Draghi -. Sarebbero inoltre più esposti agli spillover monetari dall’esterno che potrebbero condizionare l’autonomia della politica economica nazionale: primi tra tutti gli spillover della politica monetaria della BCE, come negli ultimi anni è peraltro accaduto alla Danimarca, alla Svezia, alla Svizzera e ai paesi dell’Europa centrale e orientale”.

“L’Unione europea è la costruzione istituzionale che in molte aree ha permesso agli Stati membri di essere sovrani – ha detto Draghi -. È una sovranità condivisa, preferibile a una inesistente. È una sovranità che piace agli Europei. Le interconnessioni tecnologiche, finanziarie, commerciali sono così potenti che solo gli Stati più grandi sono indipendenti e sovrani al tempo stesso, e neppure interamente. Per altri Stati nazionali, fra cui i paesi europei, indipendenza e sovranità non coincidono”.

Il presidente della BCE ha poi aggiunto: “Nel complesso i cittadini europei apprezzano i benefici dell’integrazione economica che l’Unione europea ha prodotto e da anni considerano come il suo maggior successo la libera circolazione delle persone, dei beni e dei servizi, cioè il mercato unico”.

Draghi ha asserito che è calata dal 57% nel 2007 al 42% di oggi la considerazione che i cittadini europei hanno delle istituzioni dell’Unione: “Questo declino è parte di un fenomeno più generale che vede diminuire la fiducia in tutte le istituzioni pubbliche e quella verso i governi e i parlamenti nazionali oggi si attesta appena al 35%”.

Secondo Draghi, tra le sfide future dell’Ue vi è quella di rispondere alla percezione che manchi di equità: tra paesi e classi sociali.

Redazione-iGossip