Il pm antimafia Nino Di Matteo auspica la confisca dei beni ai corrotti

Il pm antimafia Nino Di Matteo ha auspicato la confisca dei beni ai corrotti, così come previsto dal disegno di legge presentato da Antonio Ingroia. Il 56enne magistrato palermitano, che è sotto scorta dal 1993, indaga sulla Trattativa Stato-mafia e sulle stragi di mafia in cui sono stati uccisi i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e gli agenti delle rispettive scorte. Di Matteo ha più volte parlato della compenetrazione tra mafia e potere e questa volta ha partecipato venerdi scorso a Palermo all’iniziativa organizzata dal leader di Azione Civile, promotore insieme al figlio di Pio La Torre, del disegno di legge contro i corrotti.

Il pm antimafia Nino Di Matteo ha parlato di un vero e proprio terremoto a Il Fatto Quotidiano. “Segnerebbe un momento di svolta allo stesso modo in cui segnò una svolta epocale l’approvazione della legge La Torre del 1982 – ha detto Di Matteo a Il Fatto Quotidiano – dalle intercettazioni sappiamo che le ossessioni costanti dei boss erano quelle di abolire o attenuare quell’impianto normativo. Ed era una delle condizioni che Salvatore Riina poneva attraverso il papello per far finire le stragi insieme all’abolizione dell’ergastolo. Per il sistema della corruzione e per la gestione lobbistica del potere questa legge costituirebbe un terremoto capace di sovvertire delicati equilibri criminali fondati sulla garanzia di impunità e sulla valutazione dei costi benefici rischi che fa pendere la bilancia a vantaggio della scelta corruttiva”. Per poi aggiungere: “Oggi c’è un tentativo di rivedere al ribasso il sistema delle misure di prevenzione patrimoniali sfruttando abilmente le incrostazioni del sistema che pure devono essere individuate e colpite. Ma ciò non deve costituire lo strumento per depotenziare l’arma delle indagini antimafia”.

Il pm Nino Di Matteo ha poi elogiato il codice etico dei 5 Stelle. “Quando una forza politica pone il problema di distinguere tra responsabilità politica e responsabilità penale e lo impone ai propri iscritti fa venir meno l’automatismo illogico tra il progredire dell’azione giudiziaria e eventuali provvedimenti di tipo politico – ha spiegato – che spesso ha costituito per i partiti l’alibi per non fa pulizia al loro interno. E a tutto ciò bisogna guardare positivamente”.

Redazione-iGossip