Ilva, 800 esuberi e trattativa complicatissima: la rabbia degli operai

Ilva, 800 esuberi e trattativa complicata: la rabbia degli operai e dei sindacati, dopo l’annuncio dei tagli da parte della nuova proprietà Am InvestCo formata dal leader mondiale della siderurgia ArcelorMittal e dall’italiana Marcegaglia.

Taranto – Foto: Twitter

Il nuovo proprietario del Gruppo Ilva ha predisposto un piano che prevede a livello nazionale la cancellazione di 14mila contratti di lavoro e ne restituisce 10mila senza più le tutele degli accordi precedenti e considera esuberi la differenza di 4mila unità. Taranto pagherà il prezzo più alto dal punto di vista dei numeri.

I sindacati e i lavoratori dell’Ilva sono sulle barricate: occupazioni, proteste e cortei.

Il Governatore della Regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci insieme agli assessori competenti Edoardo Rixi, Gianni Berrino e Giancarlo Vinacci hanno diramato un comunicato stampa in cui si hanno espresso perplessità per il piano di esuberi presentato prima ancora che parta il delicato confronto sul futuro industriale e societario di Ilva.

«Le intenzioni annunciate – proseguono i rappresentanti delle istituzioni – risultano ancora più incomprensibili dove si consideri l’efficienza, da tutti riconosciuta, e la
competitività economica dell’impianto di Cornigliano. Ricordiamo inoltre che lo stabilimento genovese è parte di un accordo di programma siglato nel 2005 da Ilva, Comune, Regione, Governo e sigle sindacali, nel quale già venivano delineate le linee guida per il futuro dello stabilimento e dei suoi occupati. Tale accordo non essendo stato né disdetto, né rimesso in discussione impegna tutto i sottoscrittori, sia da punto di vista legale sia politico».