Inpgi a rischio commissariamento, FNSI: “Le mani sull’ente per colpire l’informazione”

Inpgi a rischio commissariamento. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Vito Crimi, ha lanciato l’ultimatum all’ente di previdenza dei giornalisti italiani, indicando l’introduzione di “tetti a quelle pensioni che oggi sono fuori da ogni scala di valore”.

Giornalisti – Foto: Pixabay.com

“O l’Inpgi dà un segnale forte – ha minacciato Crimi -, serio di intervento sui conti, e allora si procede con una legge di risanamento, oppure c’è il commissariamento, che per quanto mi riguarda, è cosa nota, avrebbe dovuto intervenire fin da subito. Su questo non ci devono essere dubbi”. Il sottosegretario ha indicato due strade possibili: risanamento o commissariamento.

Il testo inserito nel Dl Crescita, approvato in Commissione appena due giorni fa, disponeva la sospensione dell’eventuale procedura di commissariamento dell’ente fino al 31 dicembre 2019. Poi il decreto è tornato in Commissione e da lì è uscita modificata anche la norma relativa all’istituto di previdenza dei giornalisti: la sospensione della possibilità di commissariamento è anticipata al 31 ottobre.

Il segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, Raffaele Lorusso, ha rivelato: “Il nuovo emendamento sull’Inpgi, approvato dalla commissione Bilancio della Camera a meno di 72 ore dal via libera al precedente, è la conferma della volontà di una parte della maggioranza di governo di colpire l’informazione, i giornalisti e l’autonomia del loro istituto di previdenza. Se l’obiettivo è quello di aprire una resa dei conti senza precedenti – ha continuato Lorusso -, ricorrendo magari fra qualche mese alla figura di un commissario, si tratta di un’operazione pericolosa quanto inutile perché, come riconosce chiaramente il testo dello stesso emendamento, la messa in sicurezza dell’istituto passa attraverso l’allargamento della platea degli iscritti ad altre figure di professionisti del settore”.

La presidenza dell’Inpgi ha sottolineato: “Con un intervento dell’ultimo minuto è stato nuovamente modificato, su richiesta del MEF, l’emendamento a favore dell’Inpgi creando incertezza e confusione. […] Non vorremmo che dietro queste evidenti contraddizioni ci fosse un unico obiettivo: colpire i giornalisti e l’intero settore editoriale attraverso la figura di un Commissario che tagli tutele e welfare di un’intera categoria e finisca per deprimere ancora di più il sistema dell’editoria al quale l’Inpgi ha garantito finora un sostegno decisivo”.

L’Inpgi ha ribadito che le ragioni della contrazione della platea degli iscritti sono legate sia al perdurare dello stato di crisi economica, che ha interessato il settore editoriale, che alle trasformazioni dei modelli organizzativi in base ai quali viene svolta la professione giornalistica, sempre più orientata verso l’area del lavoro autonomo e sempre meno verso quella del lavoro dipendente, auspicando l’allargamento della platea degli iscritti ai comunicatori professionali.

Redazione-iGossip