Isis usa prigionieri come cavie per le armi chimiche: la denuncia shock del Times

Isis usa prigionieri come cavie per le armi chimiche. Lo denuncia il tabloid britannico The Times, secondo il quale lo Stato Islamico avrebbe aperto una cellula di esperti chimici nella sua “capitale” siriana, Raqqa. Anche fonti militari americane e britanniche hanno rivelato che i seguaci del Califfato avrebbero iniettato sostanze tossiche sui loro prigionieri, per poi avvelenare cibo e bevande in Occidente.

Miliziano dell’Isis – Foto: Twitter

I documenti ritrovati nell’Università di Mosul rivelano che i terroristi dell’Isis hanno fatto diversi e mostruosi esperimenti per tre anni, svelando inoltre l’esistenza di un arsenale di “sostanze nocive letali in quantità sufficiente a soddisfare le richieste”.

Gli jihadisti avrebbero avvelenato per giorni i pasti dei prigionieri con composti di pesticidi, tallio, nicotina e altre sostanze. I prigionieri sarebbero morti dopo lunghe agonie, durate anche settimane. Sempre nei documenti, i terroristi parlano di arma letale ideale e sostengono di essere in possesso di diverse soluzioni per raggiungere i propri scopi. Uno scenario apocalittico e abominevole che il Times ha definito come “un salto indietro verso il nazismo“.

Ryan Dillon, portavoce della coalizione militare a guida americana nella regione tra la Siria e l’Iraq, ha dichiarato che l’Isis ha già usato agenti chimici a basso potenziale in passato e pertanto sono disposti a farlo.

Redazione-iGossip