James Comey inguaia Donald Trump: “Mi chiese di fermare inchiesta su Flynn”

James Comey inguaia Donald Trump! Si aggrava sempre di più la posizione del presidente degli Stati Uniti d’America dopo che sono emerse alcune anticipazioni in merito alla testimonianza dell’ex capo dell’FBI sul suo rapporto con il numero 1 della Casa Bianca e sulle presunte interferenze nell’indagine sul Russiagate. In vista dell’audizione alla Commissione Intelligence del Senato sul sito della stessa commissione è comparsa la testimonianza del 56enne avvocato statunitense, direttore dell’Ufficio federale di investigazione dal 4 settembre 2013 al 9 maggio 2017.

James Comey – Foto: Wikipedia.org

Comey ha riferito di aver avuto il timore che il presidente Usa Donald Trump volesse creare “una sorta di rapporto di patronato” e ha rivelato che il leader degli Stati Uniti gli chiese di “lasciare stare” le indagini sui legami con la Russia dell’ex consigliere alla Sicurezza Nazionale, Michael Flynn, silurato il 13 febbraio per aver mentito al vicepresidente Mike Pence.

Nel corso di un colloquio nello Studio Ovale, il 14 febbraio 2017,  avrebbe detto a Comey che “Flynn non aveva fatto nulla di sbagliato nel parlare con i russi, e che lui aveva dovuto licenziarlo perché aveva ingannato il vicepresidente, e aggiunto: È un bravo ragazzo. Spero che tu possa lasciare stare”.

“Durante una riunione in privato alla Trump Tower – ha continuato Comey -, senza che il presidente Trump lo chiedesse direttamente, gli ho dato la certezza che l’Fbi non stava indagando su di lui personalmente nell’ambito delle indagini sul Russiagate, racconta ancora Comey. Nonostante questo, nella cena del 27 gennaio, il presidente mi ha chiesto se volevo rimanere il direttore dell’Fbi. Una domanda che ho trovato strana, perché mi aveva già detto due volte, in altre conversazioni, che sperava io rimanessi. E io avevo confermato questa volontà”.

Comey ha poi raccontato che “l’istinto mi ha detto che quel faccia a faccia, e il riferimento alla mia posizione, significavano che, almeno in parte, la cena era un tentativo di farmi richiedere di mantenere il mio lavoro e creare così una sorta di rapporto di patronato. Questo mi ha preoccupato molto, dato lo status indipendente dell’Fbi rispetto all’esecutivo. Ho risposto che amavo il mio lavoro e avevo intenzione di rimanere, che non sarei stato affidabile nel modo in cui i politici usano questa parola, ma che poteva contare sempre su di me per dirgli la verità. Ho aggiunto che non ero schierato politicamente con nessuno. Pochi istanti dopo, il presidente ha detto: ‘Ho bisogno di fedeltà, mi aspetto lealtà’. Non mi muovevo, non parlavo, né cambiavo l’espressione del viso in alcun modo”.

Ora il tycoon Trump rischia di essere incriminato per ostruzione alla giustizia. Il senatore repubblicano dell’Arizona John McCain ha dichiarato che la deposizione dell’ex direttore dell’FBI James Comey è “inquietante”. L’impeachment, che era stato già ventilato a più riprese dai democratici, è in agguato!