La soia mangia le foreste del Sudamerica: Greenpeace lancia l’allarme e chiede una normativa più trasparente all’UE

La soia mangia le foreste del Sudamerica. Greenpeace ha lanciato l’allarme e ha chiesto all’Unione europea una normativa che imponga tracciabilità e trasparenza nella catena di approvvigionamento delle materie prime che arrivano sulle nostre tavole. La famosa e influente organizzazione non violenta e finanziariamente indipendente, che agisce per denunciare i problemi ambientali e promuovere soluzioni per un futuro verde e di pace, ha rivelato che l’Ue è il secondo principale importatore di soia (e derivati) a livello globale.


Greenpeace ha dichiarato che ogni anno in Europa ne arrivano 33 milioni di tonnellate: “È la soia, nascosta nei nostri piatti perché quasi tutta destinata a diventare mangime per animali nei nostri allevamenti intensivi: soprattutto polli da carne e galline ovaiole, ma anche bovini, suini, vacche da latte e pesci da allevamento. Per produrre la soia e altre materie prime, ogni tre secondi, un’area di foresta grande come un campo da calcio viene rasa al suolo e trasformata in un campo coltivato”.

Proprio per questi motivi, la ong ha lanciato una petizione per chiedere all’Unione europea una normativa per:

– garantire che tutte le materie prime agricole e i loro derivati, commerciate all’interno dell’Ue, siano prodotte rispettando rigorosi criteri di sostenibilità in grado di evitare impatti ambientali e sociali; e che non siano prodotte da aziende responsabili di deforestazione, degrado forestale, conversione o degrado di altri ecosistemi naturali e la violazione dei diritti umani;

– imporre agli operatori con sede nell’Ue, obblighi come: tracciabilità, trasparenza della catena di approvvigionamento e verifica da parte di terzi;

– imporre agli operatori finanziari (banche, investitori, assicuratori, e settore pubblico) di ottemperare agli obblighi di trasparenza per evitare che il sistema finanziario venga utilizzato a sostegno di aziende o attività legate alla deforestazione, al degrado e alla conversione delle foreste o di altri ecosistemi naturali, oltre che alla violazione dei diritti umani.

Redazione-iGossip