L’addio commovente di Barack Obama e il saluto di Matteo Renzi al Presidente

Da Chicago, il presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama saluta il suo Paese con un discorso ricco e commovente. Il suo leggendario slogan election “Yes we can!” è stato il suo significativo saluto alla Nazione. Il presidente uscente riconosce il cambiamento generato dal suo mandato alla Casa Bianca: legalizzazione delle nozze gay, salvataggio dell’industria dell’auto, apertura alla sanità pubblica e molto altro.

Ultimo discorso di Barack Obama- fonte ilpost.it

Obama ha incarnato i valori e il sogno americano. Il primo presidente di colore ha parlato di quanto creda nei valori che contraddistinguono l’America e di come continuerà a sostenerli anche da semplice cittadino: È stato un onore servire gli americani, non mi fermerò. Continuerò a farlo per il resto dei miei giorni”. In un clima di commozione assoluta ha ribadito “Non credete nel cambiamento che posso portare io, ma in quello che sta dentro di voi. Se qualcosa ha bisogno di essere aggiustato, mettetevi le scarpe, uscite e fatelo”.

Durante il discorso commovente con il quale ha salutato gli americani, Barack Obama non ha parlato direttamente del nuovo presidente eletto Donald Trump, ma ha ricordato come il futuro dell’America dipenda dalla salvaguardia di quei principi di libertà, uguaglianza e democrazia che furono dei padri fondatori.

Un saluto al presidente uscente arriva anche dall’Italia. Sui social, Matteo Renzi ha rivolto il suo personale arrivederci ad Obama: “Considero un privilegio aver avuto la possibilità di conoscere Barack Obama e lavorare insieme a lui e alla sua squadra in molte circostanze. Lo ritengo un grande leader, un uomo che ha cercato di scrivere la storia con talento e coraggio. Il suo discorso finale, ieri, nella sua Chicago, mi ha commosso”.

Il “Yes we can!” che ha reso popolare il presidente uscente ritorna come uno slogan di buon auspicio. “La storia sarà gentile con te, presidente Obama. E i democratici di tutto il mondo si aspettano ancora di sentir risuonare le tue parole, il tuo impegno, la tua passione. Grazie per questi otto anni. Grazie per i tre anni di lavoro insieme, per la tua amicizia e per i tuoi consigli. E grazie per averci insegnato che proprio dopo una sconfitta, come quella delle primarie in New Hampshire del 2008, si può e si deve ripartire dal Yes, we can“, ha concluso Matteo Renzi.

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