Mafia foggiana: 8 omicidi su 10 restano impuniti e gli imprenditori pagano il pizzo in anticipo

Mafia foggiana: è allarme criminalità nel Gargano. 8 omicidi su 10 restano impuniti e gli imprenditori pagano in anticipo il pizzo ai boss. La risoluzione della sesta commissione del Csm tira le somme di un giro di audizioni di vertici degli uffici giudiziari, delle forze di polizia e dell’avvocatura effettuate in Puglia all’indomani dell’ultimo sanguinoso agguato nel Gargano.

Omidicio – Foto: Pixabay.com

Per far fronte al fenomeno della criminalità mafiosa ed alle criticità degli uffici giudiziari di Foggia, impegnati quotidianamente nella lotta alla criminalità organizzata, il Plenum del Consiglio superiore della magistratura auspica un’azione sinergica di tutte le istituzioni che devono “muoversi all’unisono nella direzione di lanciare un messaggio di legalità costante, coerente e collettivo”.

Il quadro è davvero preoccupante e allarmante. La mafia foggiana è stata descritta “feroce e profondamente radicata sul territorio, su cui esercita un vero e proprio controllo militare”.

E’ molto ben radicata e produce generalizzata omertà, che in alcuni casi diventa “connivenza” se non addirittura “consenso”.

Si evince inoltre che gli imprenditori vittime di estorsioni negli ultimi anni sono passati addirittura a “un atteggiamento di volontaria sottomissione al fenomeno mafioso”: spesso sono loro stessi a recarsi autonomamente dal mafioso per pagare il pizzo, “anticipandone in tal modo la richiesta”. E lo fanno “non per lucrare vantaggi”, ma nella consapevolezza che la loro attività e la loro stessa vita “non possono affrancarsi dalla protezione mafiosa”.

“La tradizione – si legge nel documento, che ha come relatori i consiglieri Ercole Aprile, Antonello Ardituro e Paola Balducci – è quella del familismo mafioso tipico della ‘ndrangheta e della ferocia spietata della camorra cutoliana. La modernità, invece, è la vocazione agli affari, la capacità di infiltrazione nel tessuto economico-sociale, la scelta strategica di colpire i centri nevralgici del sistema economico della provincia: l’agricoltura, l’edilizia e il turismo”.