Malaria, muore una bambina di 4 anni a Brescia: “Caso rarissimo”

Malaria, una bambina di 4 anni originaria di Trento è morta nella notte tra domenica e lunedì all’ospedale di Brescia dove era stata trasferita d’urgenza. La piccola Sofia Zago è figlia di una coppia italiana residente a Trento. La bambina era stata in vacanza a Bibione, sulla riviera veneta ed era arrivata in condizioni disperate a Brescia dall’ospedale della sua città. La piccola non sarebbe mai stata in un Paese malarico. E’ morta per malaria cerebrale, la forma più grave della malattia. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plamodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles. La morte, nei casi più gravi, può arrivare entro 24 ore.

Zanzara – Foto: Pixabay.com

La ministra della Salute Beatrice Lorenzin ha spiegato: “Dalle prime indicazioni pare che la bambina potrebbe aver contratto la malaria in ospedale, a Trento, il motivo per il quale sarebbe un caso molto grave. Abbiamo mandato immediatamente degli esperti sia per quanto riguarda la malattia sia per la trasmissione da parte delle zanzare”. Per poi aggiungere: “Dobbiamo accertare se c’è stato un contagio di sangue o se invece la malaria può essere stata contratta in altro modo. Prima di esprimere qualsiasi tipo di valutazione dobbiamo capire esattamente cosa è accaduto. Ed è il motivo per il quale invito tutti alla cautela nelle dichiarazioni, che ho già letto in alcune agenzie: prima di pronunciarsi, appena morta una bambina di 4 anni, cerchiamo di capire cosa è capitato”.

Se venisse confermato, sarebbe il primo caso da oltre 30 anni. Lo conferma Giampiero Carosi, infettivologo dell’università di Brescia, secondo cui l’ipotesi più probabile è che una zanzara abbia punto qualcuno infetto, magari dopo un viaggio, e poi abbia trasmesso il plasmodio alla bimba.

Il direttore generale dell’Apss (Azienda provinciale dei servizi sanitari del Trentino) Paolo Bordon ha confermato che in uno dei giorni del ricovero della piccola a Trento erano presenti “in un’altra stanza, due bambini (del Burkina Faso, ndr) con la malaria, che sono guariti”.

Il medico epidemiologo e responsabile del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità Giovanni Rezza ha parlato di caso criptico e rarissimo: “Criptico perché questa malattia viene trasmessa da un certo tipo di zanzara che in Italia non c’è ed è ignota allora la modalità di trasmissione. So che la piccola non è stata all’estero. A questo punto, occorre attendere l’indagine epidemiologica. Visto che in Italia la zanzara non esiste, la trasmissione allora può avvenire con contatto sangue nel sangue e quindi da qualcuno che ha già contratto la malattia. Ma ora non sappiamo nulla sulla modalità di trasmissione e, sottolineo, questi sono casi davvero molto rari”.

Claudio Paternoster, primario di malattie infettive all’ospedale Santa Chiara di Trento, ha spiegato: “È la prima volta in trent’anni di carriera che assisto ad un caso di malaria autoctona in Trentino. Con i servizi di veterinaria e igiene pubblica faremo un’indagine”.

La malattia è diffusa prevalentemente nell’Africa Sub-sahariana, in Asia, in America centrale e del Sud. Sul caso la magistratura ha aperto un fascicolo.