Marco Travaglio fa a pezzi Silvio Berlusconi: “Chi pagava la mafia eviti di portare corone di fiori sulle tombe di Falcone e Borsellino”

Marco Travaglio ha fatto a pezzi il fondatore e leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, durante la trasmissione di La7 Dimartedì in cui ha invitato chi pagava la mafia ed evitare di portare corone di fiori sulle tombe dei compianti giudici antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Marco Travaglio – Foto: Facebook

Il direttore de Il Fatto Quotidiano ha commentato il dispositivo relativo alla sentenza di primo grado sulla trattativa Stato-mafia, scindendo il piano giudiziario da quello etico e politico.

Il pm Nino Di Matteo ha parlato di una sentenza storica. “Ora abbiamo la certezza che la trattativa ci fu – ha dichiarato Di Matteo – La corte ha avuto la certezza e la consapevolezza che mentre in Italia esplodevano le bombe nel ’92 e nel ’93 qualche esponente dello Stato trattava con Cosa nostra e trasmetteva la minaccia di Cosa nostra ai governi in carica e questo è un accertamento importantissimo, che credo renda un grosso contributo di chiarezza del contesto in cui sono avvenute le stragi. Contesto criminale e purtroppo istituzionale e politico. Ci sono spunti per proseguire le indagini su quella stagione”. Per poi aggiungere: “Prima si era messa in correlazione Cosa nostra con il Silvio Berlusconi imprenditore, adesso questa sentenza per la prima volta la mette in correlazione col Berlusconi politico. Le minacce subite attraverso dell’Utri non risulta che il governo Berlusconi le abbia mai denunciate e Dell’Utri ha veicolato tutto. I rapporti di Cosa nostra con Berlusconi vanno dunque oltre il ’92”.

Ora il giornalista torinese Marco Travaglio ha spiegato a Dimartedì: “Conosciamo una sentenza definitiva, quella per la quale Dell’Utri è in galera per concorso esterno in mafia. In quella sentenza definitiva c’è scritto che Dell’Utri propiziò nel 1974 un patto tra Silvio Berlusconi e Cosa Nostra con quelli che all’epoca erano i capi della mafia: Stefano Bontade, Mimmo Teresi, Francesco Di Carlo, Gaetano Cinà e il famoso stalliere Vittorio Mangano. Quest’ultimo da quel momento stazionò per due anni nella villa di Berlusconi ad Arcore e ogni tanto veniva anche arrestato per delitti. Ma nessuno aveva il coraggio di rimuoverlo. Dal ’74 fino al ’92 Berlusconi ogni sei mesi pagò un tot a Cosa Nostra”.

“Non poteva essere un pizzo?”, ha chiesto il conduttore Giovanni Floris. “Ma ti pare che noi possiamo avere in politica uno uno che paga per 20 anni Cosa Nostra?”, ha ribattuto il direttore del Fatto. “Questa è una decisione del singolo elettore di Berlusconi”, ha commentato Floris. “Ma peggio per loro – ha replicato Travaglio – Chi paga la mafia almeno dovrebbe evitare di andare a portare le corone di fiori sulle tombe di Falcone e di Borsellino. E dovrebbe vergognarsi”.

Redazione-iGossip