Morto Paolo Rossi: il ricordo commosso della moglie Federica Cappelletti

Paolo Rossi è morto all’ospedale Le Scotte di Siena la sera del 9 dicembre del 2020, all’età di 64 anni, a causa di un tumore ai polmoni. La morte del grande e indimenticabile campione del mondo della Nazionale italiana di calcio nel 1982 ha scioccato l’intero Paese. Il mitico Pablito, che è stato il primo giocatore (eguagliato dal solo Ronaldo) ad aver vinto nello stesso anno il Mondiale, il titolo di capocannoniere di quest’ultima competizione e il Pallone d’oro, ha lasciato un vuoto incredibile nel mondo dello sport italiano e non solo.

Paolo Rossi e la moglie Federica – Foto: Instagram

La moglie Federica Cappelletti ha raccontato con grande commozione gli ultimi istanti di vita del campione del calcio italiano al Corriere della Sera: “È stata una terribile escalation. Nella nostra casa di Bucine, in provincia di Arezzo, abbiamo cercato di superare i problemi e lui sembrava più forte di prima. Sappi che io crescerò le nostre bambine e sarò vicina al tuo primo figlio Alessandro. Poi gli ho detto di portarsi via tutto il mio amore e quello dei figli e di cercare di stare bene, di essere felice per sempre. Ci siamo amati ogni giorno, siamo stati sempre vicini. E anche Paolo me lo ha ricordato nell’ultimo messaggio che mi ha scritto”.

Il messaggio recita così: “Purtroppo non riesco a dormire e sono agitato, guardo le foto che mi invii e penso al nostro grande amore. Vorrei solo dirti grazie per quello che stai facendo, per me e per le nostre meravigliose bambine. Sei davvero unica per le energie che profondi e per l’amore che riesci a dare in ogni cosa. Spero che il Signore ti possa riconoscere tutto questo. Darti tutto quello che meriti”.

A Maria Vittoria, 11 anni, e Sofia Elena, 8, le loro due figlie, ha detto che “Paolo è ovunque e che il suo ricordo meraviglioso sarà sempre nel loro cuore”. Ora sarà cremato dopo il funerale a Vicenza, dove l’attaccante della Nazionale iniziò la sua strepitosa carriera.

Federica lo conobbe nel 2003 e si innamorò subito: “Con Paolo ogni momento è stato bello, e non è retorica. Anche questi giorni in ospedale lo vedevo sempre bello, il campione di sempre. Affrontava le cure con coraggio, la riabilitazione con volontà. Certo, il morale andava giù a volte, ma io ho sempre cercato di spingerlo a continuare a combattere. Era la partita della nostra vita, il nostro fatidico Mondiale. Ma stavolta non l’abbiamo vinto”.

R.i.p. Pablito.