Papa Francesco pensa alla scomunica per mafiosi e corrotti

Papa Francesco aveva già “scomunicato” mafiosi e corrotti il 21 giugno 2014 a Cassano allo Jonio. Ora l’amatissimo e popolare Papa Francesco ha pensato bene di realizzare un vademecum sulla scomunica per corruzione e associazione mafiosa per non lasciare senza nessuna linea guida i parroci e i vescovi diocesani. Il testo è in fase di elaborazione presso il dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale.

Papa Francesco – Foto: Facebook

Gli inchini mafiosi durante cerimonie e processioni religiose al Sud hanno vita breve, come d’altronde la richiesta dei funerali per un affiliato a organizzazioni malavitose.

La Chiesa di Papa Francesco è aperta al dialogo e lancia messaggi e moniti importanti in materia di lavoro, società, economia e politica. Anche su questo delicato tema, che la classe politica italiana preferisce da anni ormai non affrontare seriamente con leggi più severe e drastiche, Papa Bergoglio è sempre stato molto diretto e incisivo: “La ’ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato! Bisogna dirgli di no! La Chiesa che so che è tanto impegnata nell’educare le coscienze – disse Bergoglio tre anni fa -, deve sempre di più spendersi perché il bene possa prevalere. Il mio invito alla conversione si rivolge con ancora più insistenza verso quelle persone che si trovano lontane dalla grazia di Dio per la loro condotta di vita. Penso in modo particolare agli uomini e alle donne che appartengono a un gruppo criminale. Non cadete nella terribile trappola di pensare che la vita dipende dal denaro e che di fronte ad esso tutto il resto diventa privo di valore e di dignità. È solo un’illusione. Non portiamo il denaro con noi nell’aldilà. Per tutti, presto o tardi, viene il giudizio di Dio a cui nessuno potrà sfuggire”. Per poi rivolgere un monito alle persone fautrici o complici di corruzione: “Questa piaga putrefatta della società è un grave peccato che grida verso il cielo, perché mina fin dalle fondamenta la vita personale e sociale. La corruzione impedisce di guardare al futuro con speranza, perché con la sua prepotenza e avidità distrugge i progetti dei deboli e schiaccia i più poveri. È un male che si annida nei gesti quotidiani per estendersi poi negli scandali pubblici. La corruzione è un accanimento nel peccato, che intende sostituire Dio con l’illusione del denaro come forma di potenza. È un’opera delle tenebre, sostenuta dal sospetto e dall’intrigo”.