Papa Francesco rompe l’ennesimo tabù: “Le persone gay non vanno giudicate, ma amate”

Papa Francesco ha intrapreso fin dal suo primo giorno di insediamento un importante e significativo percorso di profondo rinnovamento della Chiesa Cattolica. L’ottavo sovrano dello Stato della Città del Vaticano ha infatti condannato i numerosi casi di pedofilia commessi dai religiosi cattolici in tutti questi decenni, chiedendo pubblicamente perdono, e ora in una lunga intervista concessa al vaticanista Andrea Tornielli, coedita da Piemme e Libreria Editrice Vaticana, per il libro “Francesco, Il nome di Dio è misericordia” ha affrontato tante questioni. Una su tutte l’amore e l’accoglienza nei confronti delle persone gay. Un altro tabù è stato infranto da Jorge Mario Bergoglio.

Papa Francesco - Foto: Facebook
Papa Francesco – Foto: Facebook

Fino al pontificato di Ratzinger, era ormai diventata una prassi per numerosi prelati e vescovi cattolici condannare l’omosessualità e i diritti gay. Con il primo pontefice dell’ordine dei gesuiti, la Chiesa affronta con realismo e senza pregiudizi tante questioni e tanti tabù. Ha lanciato un sensazione e micidiale segnale di apertura nei confronti del mondo gay e soprattutto nei confronti dei numerosi omofobi presenti anche nelle mura vaticane. “Io preferisco che le persone omosessuali vengano a confessarsi – ha dichiarato Papa Francesco nell’intervista compresa nel libro in uscita martedì in 86 Paesi -, che restino vicine al Signore, che si possa pregare insieme. Puoi consigliare loro la preghiera, la buona volontà, indicare la strada, accompagnarle”.

Papa Francesco ha poi ricordato le sue parole del luglio 2013 durante il volo di rientro da Rio de Janeiro: “Avevo detto: se una persona è gay, cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?. E’ una parafrasi del catechismo cattolico, dove si spiega che queste persone vanno trattate con delicatezza e non si devono emarginare. E mi piace – ha aggiunto il sovrano della Città del Vaticano – che si parli di persone omosessuali: prima c’è la persona, nella sua interezza e dignità. E la persona non è definita soltanto dalla sua tendenza sessuale: non dimentichiamoci che siamo tutti creature amate da Dio, destinatarie del suo infinito amore”.

Ha poi sottolineato che la missione della Chiesa è quella di condannare i peccati e non i peccatori: “Ogni uomo è un peccatore, anche i Papi. È la misericordia che ci salva. La Chiesa non è al mondo per condannare, ma per permettere l’incontro con quell’amore viscerale che è la misericordia di Dio”. E’ stato molto duro nei confronti dei corrotti, tracciandone anche l’identikit: “È quello che s’indigna perché gli rubano il portafoglio e si lamenta per la scarsità di sicurezza che c’è nelle strade, ma poi truffa lo Stato evadendo le tasse, e magari licenzia i suoi impiegati ogni tre mesi per evitare di assumerli a tempo indeterminato oppure sfrutta il lavoro in nero. E poi si vanta pure con gli amici per queste sue furbizie – ha osservato il pontefice – il Signore lo salva attraverso le grandi prove della vita, situazioni che non può evitare e che spaccano il guscio costruito poco a poco permettendo così alla grazia di Dio di entrare. Dobbiamo ripeterlo: peccatori sì, corrotti no!”. In poche parole bisogna accogliere gay e divorziati, ma non i corrotti! Il nuovo libro con le frasi bellissime del papa sarà sicuramente un successo editoriale e ha tracciato le nuove linee guida della Chiesa Cattolica!

Redazione-iGossip