Pietro Genovese condannato a 8 anni di carcere per aver investito Gaia e Camilla

Pietro Genovese è stato condannato a 8 anni di carcere per aver investito Gaia e Camilla nell’incidente di Ponte Milvio del 21 dicembre 2019. Il figlio del noto regista Paolo Genovese si trova tuttora agli arresti domiciliari.

Come si legge su Oggi.it: “L’incidente avvenne in corso Francia, a Ponte Milvio. Le ragazze stavano attraversando la strada quando furono falciate dal suo suv. Sul caso vi furono subito testimonianze divergenti: chi disse di aver visto le ragazze camminare sulle strisce e chi giurò che avessero scavalcato il guardrail in una zona completamente buia dove non si poteva attraversare”.

E poi ancora: “Una perizia con una ricostruzione in 3D concluse poi per un concorso di colpa: il giovane andava troppo veloce e aveva bevuto. Ma le vittime avevano attraversato al buio, sbucando all’improvviso senza essere sulle strisce. Ad aprile, tuttavia, una perizia della polizia postale documentò come a mezzanotte e 27 minuti, il momento in cui è stato stabilito l’orario dell’impatto, Pietro stesse inviando 4 immagini e un video su Whatsapp”.

La decisione del gup Gaspare Sturzo, che è apparso commosso nel leggere il dispositivo, ha però spiazzato un po’ tutti, in quanto la pena va ben oltre le richieste dell’accusa: 8 anni. Il Messaggero ha colto le parole del ragazzo dopo la sentenza: “Alla mia disperazione per la morte delle ragazze si aggiunge altra disperazione, non mi aspettavo una pena cosi severa”. Stupiti anche i suoi legali Franco Coppi e Gianluca Tognozzi: “Per quanto ci riguarda la sentenza non rispecchia quello che è emerso dagli atti, soprattutto rispetto al rosso pedonale. Comunque tutte le sentenze si rispettano e le motivazioni ci daranno conto del ragionamento del giudice. Il dramma di Pietro lo ha manifestato lui stesso durante questo processo, la morte di Gaia e Camilla ha cambiato per sempre la sua vita e non pensa ad altro da quel giorno. Evidentemente con la pena irrogata vede tutto ancora drammaticamente più buio”.