Processo a don Michele Barone, Nicola Panaro: “Al prete piacevano soldi, donne e auto”

Processo a don Michele Barone, il collaboratore di giustizia Nicola Panaro ha rivelato agli inquirenti della direzione distrettuale antimafia (DDA) che al prete piacevano soldi, donne e auto, ed era molto disponibile con gli affiliati in carcere dove era vice cappellano. Anche l’altro collaboratore di giustizia Francesco Barbato ha dichiarato che era un “prete sciupafemmine”.

Il prete dei personaggi famosi è accusato di maltrattamenti e violenza sessuale ai danni di tre donne, tra cui una minore di 14 anni. Il sindaco di Casapenna Marcello De Rosa è su tutte le furie per gli abusi e violenze sessuali commessi dal prete.

Il prete dei vip è finito in carcere il 23 febbraio con l’accusa di violenza sessuale aggravata e maltrattamenti anche su minori, in particolare su una ragazzina di 14 anni con problemi psichici che il sacerdote curava con l’esorcismo.

Certe pratiche violente non farebbero affatto parte del manuale dell’esorcista. “Schiaffi, sputi, spintoni, immersioni in vasche piene d’acqua? Pestoni sulla testa? Carezze in parti intime? Utilizzo di collari e diete specifiche?”, ha chiesto il giudice Alessandro Di Vico all’esorcista ufficiale della Diocesi di Aversa Carlo Aversano interrogato al processo. “No, assolutamente no, nulla di tutto questo”, ha risposto Aversano.

Erano davvero in tanti coloro che erano a conoscenza dei trattamenti riservati da don Michele alla vittima 13enne. Il Vescovo Spinillo e il poliziotto Luigi Schettino furono infatti informati dei fatti dalla sorella della giovane. Anche ad Aversano la sorella della bambina espresse la sua preoccupazione in quanto il sacerdote sotto processo impediva alla piccola di prendere i medicinali.

Redazione-iGossip