Report denuncia Gucci. Gli effetti del servizio-denuncia di Rai3- VIDEO

Turni di lavoro massacranti al di fuori da ogni regola legislativa, lavoratori cinesi messi a lavorare a nero mentre l’azienda promette una produzione tutta italiana e, come al solito, costo di manodopera bassissimo rispetto ai prezzi di vendita. Ha scoperto tutto questo e non solo Report. La trasmissione televisiva di Rai3 ci ha preso gusto a smascherare le magagne delle aziende di moda più famose al mondo, e dopo il caso Moncler (che avrebbe fatto perdere all’azienda milioni di euro in Borsa) adesso è il turno di Gucci.

Durante la puntata del 21 dicembre Report ha preso di mira l’azienda: un marchio italiano venduto ai francesi che però ha deciso di lasciare la produzione in Italia. E allora che problema c’è? Ben venga una situazione del genere che continua a far lavorare gli artigiani italiani e non delocalizza la produzione. Non sarebbe un problema se non fosse che gli artigiani si avvalgano di lavoratori cinesi, sottopagati, con una manodopera diversa da quella descritta da Gucci come totalmente Made in Italy.

La politica portata avanti da Gucci, denuncia Milena Gabanelli, sta distruggendo uno dei protagonisti indiscussi del made in Italy italiano: l’artigiano. E tutto è costruito ad hoc per l’abbattimento dei prezzi. E così, carte alla mano, la giornalista si mette a fare i conti in tasca all’azienda: una borsa venduta a 850 euro ha un costo di manodopera di 30, in cui è inclusa ogni fase per Gucci dell’assemblaggio, ma l’artigiano viene pagato 24. A ogni borsa, dunque, manca il 30% di valore. E se moltiplicate 6-7 euro per mille borse, per dieci mesi di produzione, arriviamo a 60-70mila euro in meno che l’artigiano intasca. I cinesi riducono ancora di più i costi, visto che lavorano in nero per 13-14 ore giornaliere per avere 14 euro a borsa. Restano solo pochi italiani in azienda che fanno da presta nome.

I postumi del giorno dopo di Gucci hanno toni naturalmente duri. L’azienda “si dissocia nel modo più assoluto” dai contenuti e dalla forma del servizio mandato in onda su Rai3 e ribadisce fortemente la correttezza del proprio operato impegnandosi a rendere sempre più efficaci le azioni conseguenti alle ispezioni, che saranno sempre più numerose.

Antonio Santamato

Dottore in Comunicazione, video-editor di igossip.it.