Rosatellum bis bocciato anche da Parisi e Cacciari: “E’ uno schifo”

Rosatellum bis è stato approvato “sotto minaccia della fiducia” alla Camera dei Deputati, tra le proteste del Movimento 5 Stelle, ma è stato sonoramente bocciato da illustri esponenti del Partito Democratico: l’ex ministro Arturo Parisi e l’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari.

“L’approvazione della Legge Rosato che in Parlamento il Pd ha salutato con un boato gioioso – ha sottolineato l’ex ministro Arturo Parisi – ha trasformato quello che avrei condiviso come un giorno di festa in un giorno di lutto. Se penso al referendum del 18 aprile del 1993 dal quale tutto è iniziato – ha concluso Parisi – sento che la primavera della democrazia governante che allora sognammo ha incontrato il suo autunno”.

Massimo Cacciari, intervistato a Piazzapulita prima dell’approvazione del Rosatellum, ha dichiarato: “Questo governo e questo Pd sono debolissimi, squinternati, non avrebbero sopportato una serie di voti segreti sulla legge elettorale. È uno schifo – ha asserito Cacciari -, ma è meglio o peggio del proporzionale puro con cui saremmo andati a votare altrimenti? Per me un po’ meglio, e in questo Paese ci stiamo abituando al meno meno meno meno peggio”. Per poi concludere: “Quanto accaduto rafforzerà i grillini mentre la coalizione Renzi-Berlusconi è una speranza al lumicino, ne nascerebbe una maggioranza talmente ircocervo che non potrà fungere una effettiva di governo. Saremo nella mer..”.

Il giornalista e direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio ha sottolineato: “Daniele Luttazzi, ai tempi di Berlusconi, coniò un’immagine che rendeva bene l’idea: il golpe al rallentatore. Se alziamo lo sguardo e ripercorriamo la storia di quest’ultima legislatura, proprio questo vediamo: un golpe al rallentatore. Dove però Berlusconi non c’entra se non di straforo: i veri golpisti sono tutti targati Pd. Il Parlamento dei nominati con una maggioranza estrogenata da una legge elettorale poi dichiarata illegittima – ha proseguito -, che dunque è una minoranza, si è permesso di fare cose mai viste neppure ai tempi di Berlusconi: rieleggere il capo dello Stato per cacciare all’opposizione l’unica forza politica che ha vinto le elezioni (i 5Stelle) e mandare al governo chi le ha perse; riformare la legge elettorale a colpi di fiducia per iniziativa del governo (Italicum, incostituzionale anche quello); tentare di cambiare un terzo della Costituzione a botte di canguri e tagliole per strozzare il dibattito in Parlamento, addirittura rimpiazzando i senatori non allineati; comprare pezzi di centrodestra per annetterli al centrosinistra; ricattare chi non ci sta con la minaccia di non ricandidarlo; incoraggiare il trasformismo fino a 550 cambi di casacca (su 945 seggi parlamentari) in quattro anni e mezzo; e ora truccare un’altra volta le regole del voto a pochi mesi dalle urne – ha sentenziato Travaglio – per drogare gli scarsi consensi di chi aveva perso nel 2013 e si appresta a riperdere nel 2018 eliminando chi potrebbe rivincerle), ancora una volta a colpi di fiducia e con la complicità dei poteri di controllo: il Quirinale del silenzio-assenso, i giornaloni e le tv di regime, gran parte del mondo intellettuale, giuridico e artistico ieri sulle barricate, ora allineato e coperto”.

Un’altra legge elettorale porcata che piace solo alla casta!