Russia, arrestato Yuri Guaiana: l’attivista gay aveva petizione contro persecuzioni lgbt in Cecenia

Russia, stamattina è stato arrestato l’attivista gay italiano Yuri Guaiana mentre consegnava per conto dell’Organizzazione non governativa AllOut le firme di cittadini da tutto il mondo che chiedono giustizia e verità sulle persecuzioni di gay in Cecenia. Lo rende noto il segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, Leonardo Monaco, mediante una dichiarazione diffusa alla stampa: “Siamo in contatto con la Farnesina che sta seguendo la vicenda di Yuri Guaiana e gli avvocati sul posto, sappiamo che Yuri sta bene e conosciamo le coordinate della caserma dove è trattenuto. A breve aggiornamenti”. Oltre all’attivista italiano per i diritti civili – nato a Cantù (Co) il 3 settembre 1974 – sono stati arrestati altri quattro attivisti russi: Alexandra Aleksieva, Marina Dedales, Nikita Safronov e Valentina Dekhtiarenko.

Yuri Guaiana – Foto: Facebook

“L’arresto a Mosca del nostro compagno Yuri Guaiana, membro del direttivo dell’Associazione Radicale Certi Diritti, è un atto gravissimo. Yuri stava consegnando oltre due milioni di cittadini di tutto il mondo che chiedono che sia fatta luce e sulle persecuzione di persone gay in Cecenia e assicurata giustizia” ha detto Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, sottolineando che “ancora una volta nella Russia di Putin la difesa dei diritti umani e delle libertà è considerata un crimine da reprimere, proprio come l’omosessualità. Davanti alla politica liberticida di Mosca, la comunità internazionale non può voltarsi dall’altra parte. È il momento che l’Unione Europa in particolare faccia sentire la propria voce”.

L’associazione Certi Diritti ha lanciato un appello alla diplomazia italiana in Russia mediante il proprio sito. “Aderiamo con convinzione ai presidi convocati davanti ai consolati e alle ambasciate russe per stigmatizzare il giustificazionismo delle autorità locali sull’orribile violazione dei diritti umani delle persone LGBTI che sta avendo luogo negli ultimi mesi in Cecenia. Saremo come sempre dalla parte del popolo ceceno, come lo abbiamo fatto per tempo agli inizi degli anni Duemila quando come Radicali dal Parlamento Europeo denunciavamo le barbarie e i piani autoritari di Vladimir Putin e dei suoi sodali”, scrivono Leonardo Monaco, Riccardo Magi, FIlomena Gallo e Niccolò Figà Talamanca, responsabili politici dell’Associazione Radicale Certi Diritti, Radicali Italiani, Associazione Luca Coscioni e Non c’è Pace senza Giustizia.

L’associazione Certi Diritti ha riportato quanto ha dichiarato Yuri prima di essere fermato: “Siamo qui per consegnare più di 2 milioni di firme al procuratore generale. Non è mai avvenuto prima, molta della popolazione cecena chiede che si faccia un’inchiesta efficace e che si fermino subito arresti, torture e uccisioni di gay. I cittadini russi meritano di vivere in libertà e in uno stato di diritto. La Russia deve rispettare i trattati internazionali che ha sottoscritto. Nessuno deve sacrificare la propria libertà e la propria vita solo a causa di quello che si è e di chi si ama, né in Cecenia né da nessun’altra parte”.

Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, ha sottolineato: “La cronaca di queste ultime settimane ci ha mostrato gli orrori perpetrati in Cecenia ai danni di centinaia di omosessuali. È in atto una pesante repressione delle persone omosessuali che non può passare sotto silenzio ed è inaccettabile che un rappresentate della comunità LGBTI internazionale venga arrestato per il solo motivo di depositare delle firme a sostegno della popolazione omosessuale cecena”.

Redazione-iGossip