Scandalo Mose, l’ex ministro Altero Matteoli è accusato di corruzione: chiesti 6 anni

Scandalo Mose. L’ex ministro di ben due Governi Berlusconi e senatore di Forza Italia, Altero Matteoli, è accusato di corruzione. Nell’unico dibattimento pubblico aperto a Venezia sono imputati altre sette persone. I pubblici ministeri Stefano Ancilotto e Stefano Buccini hanno formulato le richieste per pene complessive pari a 27 anni di carcere. I grandi corruttori Giovanni Mazzacurati e Piergiorgio Baita hanno confessato che volevano ottenere benefici di legge.

Altero Matteoli – Foto: Wikipedia.org

L’ex ministro delle infrastrutture e dei trasporti nonché già sindaco del comune di Orbetello (GR) è accusato di corruzione per una dazione di denaro del Consorzio Venezia Nuova, che si incrocia con quello dell’imprenditore romano Erasmo Cinque che avrebbe beneficiato con la sua azienda (la Socostramo) di lavori di bonifica a Marghera, sotto la regia di Mazzacurati. Per il politico di spicco di Forza Italia, la richiesta è di 6 anni di reclusione.

Imponente la richiesta di confisca dei beni che raggiunge il valore di 33 milioni di euro.

L’ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni è accusato di finanziamento illecito dei partiti, per aver ricevuto somme di denaro (alcune centinaia di migliaia di euro) da Mazzacurati, a sostegno della campagna elettorale del 2010. L’ex eurodeputata Lia Sartori, nonché ex presidente del consiglio regionale del Veneto, è imputata di finanziamento illecito per denaro ricevuto dal grande elemosiniere Mazzacurati.  Maria Giovanna Piva, ex Presidente del Magistrato alle Acque, è imputata di corruzione per essere finita a libro-paga del Consorzio Venezia Nuova.

Per l’imprenditore Nicola Falconi (corruzione), la richiesta è di tre anni. L’avvocato Corrado Crialese è imputato di millantato credito, per lui una richiesta di 2 anni e 4 mesi. L’architetto Danilo Turato è imputato di concorso in corruzione in relazione al pagamento delle spese del restauro da parte del sistema del Consorzio, la richiesta è di due anni e sei mesi.

Nel processo sono parti civili il Governo, la Regione Veneto, il Comune di Venezia, la Città Metropolitana di Venezia e, in parte, il Consorzio Venezia Nuova, concessionario del Mose.