Scandalo nella Chiesa Cattolica australiana, i vescovi sulle barricate: “Non denunceremo i preti pedofili”

Scandalo nella Chiesa Cattolica australiana: i vescovi sono sulle barricate e hanno annunciato che non denunceranno i preti pedofili. Dopo cinque anni di indagini sui preti pedofili da parte della Commissione d’inchiesta, la Commissione episcopale australiana e l’ente Catholic Religious Australia hanno comunicato che l’obbligo al segreto della confessione non cadrà.

Scandalo nella Chiesa Cattolica australiana, i vescovi: “Non denunceremo i preti pedofili. Il silenzio è sacro”

L’arcivescovo di Brisbane, Mark Coleridge, presidente della Commissione episcopale ha dichiarato: “Sarebbe contrario alla nostra fede e ostile verso la libertà religiosa. Siamo impegnati alla salvaguardia dei bambini e delle persone vulnerabili, pur mantenendo il sigillo della confessione. Non vediamo le due cose come mutualmente esclusive”.

Per poi rivelare: “La formazione iniziale e continuata dei sacerdoti sulla vita di celibato può aver contribuito a un maggior rischio di abusi sessuali a minori. Tuttavia la Commissione d’inchiesta non ha accertato una connessione causale fra celibato e abusi. Troppi preti, religiosi e laici in Australia hanno mancato al dovere di proteggere e onorare la dignità dei bambini. Molti vescovi hanno mancato di ascoltare, di credere, hanno mancato di agire – ha aggiunto Coleridge – Queste mancanze hanno permesso ad alcuni molestatori di offendere ripetutamente, con conseguenze tragiche e a volte fatali”.

Per poi concludere: “Adesso i vescovi e i leader di ordini religiosi si impegnano: ‘never again’ (mai più). Non vi saranno più insabbiamenti, non vi saranno trasferimenti di persone accusate di abusi, non si proteggerà la reputazione della Chiesa a spese della sicurezza dei minori”.

A luglio, 600 preti australiani avevano espresso il proprio dissenso verso questa l’ipotesi di legge che prevede l’obbligo di denunciare. A ottobre il South Australia sarà il primo stato ad abolire l’esenzione finora accordata al segreto del confessionale dall’obbligo di denuncia. I sacerdoti saranno passibili di multe di 10mila dollari (6500 euro) se non riferiranno informazioni su casi di abusi apprese in confessione. Leggi simili sono state annunciate in Western Australia, in Tasmania e nel Territorio della capitale federale Canberra.

Scandalo pedofilia nella Chiesa Cattolica australiana: l’arcivescovo Philip Wilson non va in carcere

Due mesi fa il premier australiano aveva lanciato un appello a Papa Francesco affinché licenziasse l’arcivescovo di Adelaide, Philip Wilson. Quest’ultimo è stato condannato a 12 mesi di reclusione per aver tenuto segreti abusi sessuali su minori compiuti dal sacerdote James Fletcher negli anni 1970, quando entrambi servivano nella diocesi di Maitland, vicino a Newcastle. Il 30 luglio scorso Papa Francesco aveva accettato le sue dimissioni dopo la sentenza di colpevolezza emessa nei suoi confronti. Wilson non sconterà la sua pena in carcere, ma ai domiciliari. Lo ha deciso il giudice Robert Stone, tenendo conto dell’età, delle sue condizioni mentali e fisiche e dell’assenza di precedenti penali. La decisione del giudice ha scatenato la rabbia delle vittime, che lo aspettavano fuori dal tribunale. Wilson ha negato a lungo le accuse nei suoi confronti, dicendo di non aver mai saputo degli abusi commessi da Fletcher. Wilson ha annunciato che presenterà appello contro la sentenza.

Redazione-iGossip