Stupro di Rimini, il giudice accusa: “Sono feroci, cattivi e crudeli”

Stupro di Rimini, il branco che ha violentato e stuprato una turista polacca e una transessuale peruviana resta in carcere. Lo hanno stabilito il tribunale dei minorenni di Bologna per i due fratelli marocchini di 14 e 17 anni e il loro amico nigeriano di 16 anni e il gip Vinicio Cantarini per l’unico maggiorenne, il 20enne congolese Guerlin Butungu, ritenuto il capo del branco. La descrizione che emerge dalle due ordinanze del gruppo è inquietante: “Sono feroci, inutilmente cattivi, crudeli e spietati”.

Guerlin Butungu – Foto: Facebook

“I fatti sono espressione di elevatissimo spessore criminale e di particolare ferocia – si legge nell’ordinanza -, di brutalità e inutile cattiveria con cui sono state inflitte feroci sofferenze alle vittime”.

La turista polacca, violentata, a turno ripetutamente dal gruppo per circa un’ora ha confessato agli inquirenti: “Mi tenevano per la gola quasi a strozzarmi, facendomi restare senza respiro. Venivo trascinata in acqua come per lavarmi o per per farmi riprendere mentre mi urlavano: I kill you”. L’amico della turista polacca ha aggiunto: “Mentre ero a terra, tenuto da due persone con il viso sulla sabbia, ho chiesto dell’acqua perché, stavo soffocando e loro mi hanno risposto che mi avrebbe dato dell’acqua di mare. Sentivo la mia amica chiedere aiuto, ma non potevo far nulla. Mi hanno perquisito per prendermi il cellulare e poi mi hanno colpito ancora”.

Davanti al gip di Rimini, il congolese Guerlin Butungu ha cambiato la sua prima versione dei fatti: “Io ho cercato di evitare gli stupri. Sono stati i tre ragazzini a fare violenza”. Ha spiegato di essersi intrattenuto con il polacco, ma di non aver partecipato a nessuna violenza. “Ho fatto sesso con la trans – ha continuato Guerlin -, ma era a pagamento. Abbiamo poi litigato sul prezzo e per vendicarmi i tre l’hanno violentata”.

Ma la sua versione non ha convito il giudice che nell’ordinanza che lo tiene in carcere parla di un ragazzo “dall’indole particolarmente malvagia e violenta, incapace di frenare o controllare malsani istinti e appetiti sessuali, del tutto insensibile al rispetto dell’altrui integrità fisico/sessuale, a dispetto di un fare e di un aspetto apparentemente gentile ed educato, forse anche abilmente utilizzato proprio per adescare giovani vittime. In lui non un segno di pentimento, neanche qualche maturata consapevolezza dell’estrema gravità delle azioni compiute”.