Torna a lavoro dopo trapianto di fegato, lo aspetta il licenziamento in tronco

Si chiama Antonio Forchiore ed è stato licenziato il giorno stesso in cui è tornato a lavoro dopo un periodo di convalescenza dovuto a un trapianto di fegato. Gli operai della Oerlikon hanno protestato contro il licenziamento del 55 enne, ormai lavoratore invalido al 100%.

Operaio torna a lavoro dopo trapianto di fegato, ma viene licenziato- foto torino.repubblica.it

Antonio ha dedicato ben 27 anni all’azienda di Luserna San Giovanni che si occupa di realizzazione di sistemi di trasmissione, distinguendosi per aver sempre fatto tre turni su tre, almeno fino al giorno in cui ha scoperto di avere una brutta malattia al fegato.

La sua condizione imponeva un trapianto e un lungo periodo di convalescenza, terminato nel mese di gennaio. Lui sarebbe tornato a lavoro, ma dietro consiglio dei medici ha prolungato la convalescenza per evitare di respirare fumi e polveri di lavorazione in una fase così delicata.

L’azienda gli ha suggerito di mettersi in ferie, smaltendo così tutti i giorni a sua disposizione. Ma con grande sorpresa, come lo stesso Antonio riferisce “Lunedì sono tornato al lavoro, ma mi hanno detto che il posto per me non c’era più. Ma io avrei accettato anche un demansionamento”.

Il sindacalista della Fiom, Gianni Mannori, ribatte “C’erano tutte le condizioni per trovare una soluzione, ma da parte dell’azienda non c’è stata la volontà. I rappresentanti sindacali sono stati informati a licenziamento già avvenuto. La protesta è stata indetta anche perché è il terzo caso simile, dopo quelli quelli che hanno riguardato due delegati Fiom negli stabilimenti di Bari e di Sommariva Bosco”.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, che ha parlato di “vergognosa mancanza di umanità”, ribadendo quello già sottolineato da Gianni Mannori e Oliviero Marras Fiom:  “Un lavoratore non si butta via come una scarpa vecchia ed è assurdo che in un’azienda con 650 dipendenti non si possa trovare una sistemazione alternativa. Se le posizioni rimarranno queste non escludiamo il ricorso a uno sciopero nazionale in tutti gli stabilimenti”.

Antonio Forchiore, dopo la lettera di licenziamento e il sostegno dei colleghi della Oerlikon e dei sindacati, darà causa per ottenere un risarcimento con la speranza che il tribunale gli riconosca un indennizzo sufficiente da consentirgli di agganciare la pensione, tra cinque anni.

Myriam