Usa e Corea del Nord si scambiano minacce e alzano i toni

Usa e Corea del Nord si sono scambiati minacce e hanno alzato i toni. Il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha lanciato un nuovo avvertimento a Pyongyang: “Forse le mie parole finora non sono state abbastanza dure. La Corea del Nord deve stare attenta, o sarà nei guai come pochi Paesi sono mai stati prima”. In merito a un possibile attacco preventivo da parte degli Usa, il presidente americano ha risposto: “Vedremo cosa accadrà…”.

Kim Jong-un e Donald Trump – Foto: Twitter

Gli Usa sono pronti a una guerra preventiva contro la Corea del Nord per contrastare la minaccia nucleare di Pyongyang. Kim Jong-un vuole cancellare gli Stati Uniti d’America dalla faccia della Terra, come ha più volte dichiarato ai media del regime.

Il piano di guerra biochimica contro la nazione coreana sotto attacco continua a tenere banco sulla stampa internazionale.

La comunità internazionale spera vivamente di evitare una terribile e spaventosa guerra nucleare dagli effetti catastrofici e di puntare esclusivamente e solamente a una soluzione diplomatica e pacifica della crisi.

Oggi il quotidiano ufficiale del Partito dei lavoratori coreani ha promesso che gli Usa pagheranno un prezzo molto caro per le sanzioni decise nel Consiglio di sicurezza Onu e le provocazioni militari. “E’ una tragedia che i comportamenti spietati e isterici (dell’amministrazione Usa) possano ridurre gli Stati uniti in polvere in ogni momento – si legge nella traduzione inglese del Rodong sinmun ripresa da Kcna Watch – E’ volontà indefettibile della grande nazione del Paektusan (cioè la Corea), all’indomani del successo nel secondo lancio di test del missile balistico Hwasong-14, di porre termine alle mosse ostili degli Usa che hanno imposto disgrazie e sofferenze al popolo coreano per mezzo secolo, e assicurarsi la vittoria finale nella lotta all’imperialismo e agli Stati Uniti. Gli Usa e le forze vassalle pagheranno care le pesanti sanzioni e la pressione e le vergognose provocazioni militari contro la Repubblica popolare democratica di Corea“.