Vip e pubblicità occulta: la lettera dell’Antitrust

Vip e pubblicità occulta sui social network: l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust), con la collaborazione del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, ha inviato lettere di moral suasion ad alcuni dei principali influencer italiani (Fedez, Chiara Ferragni, Belen Rodriguez, Melissa Satta, ecc.) e alle società titolari dei marchi visualizzati senza l’indicazione evidente della possibile natura promozionale della comunicazione. Tantissimi personaggi famosi del jet set italiano pubblicano quasi quotidianamente diversi prodotti, accessori, outfit e gioielli sui propri e seguitissimi profili Instagram, Twitter e Facebook senza specificare se è una sponsorizzazione a pagamento oppure un regalo.

Fedez e Chiara Ferragni – Foto: Instagram

L’Antitrust sta indagando sul fenomeno dell’influencer marketing nei social media e ha invitato vip e società di abbigliamento e accessori a rispettare il Codice del Consumo (insieme di norme che vieta forme di pubblicità occulta anche sui social).

“Nelle proprie lettere – fa sapere l’Antitrust in un comunicato stampa – l’Autorità dopo aver ricordato che la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale, affinché l’intento commerciale di una comunicazione sia percepibile dal consumatore, ha evidenziato come il divieto di pubblicità occulta abbia portata generale e debba, dunque, essere applicato anche con riferimento alle comunicazioni diffuse tramite i social network, non potendo gli influencer lasciar credere di agire in modo spontaneo e disinteressato se, in realtà, stanno promuovendo un brand”.

“L’Autorità ha pertanto individuato criteri generali di comportamento e ha chiesto di rendere chiaramente riconoscibile la finalità promozionale – si continua a leggere nel comunicato stampa -, ove sussistente, in relazione a tutti i contenuti diffusi mediante social media, attraverso l’inserimento di avvertenze, quali, a titolo esemplificativo e alternativo, #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising, #inserzioneapagamento, o, nel caso di fornitura del bene ancorché a titolo gratuito, #prodottofornitoda; diciture alle quali far sempre seguire il nome del marchio. Considerato che il fenomeno del marketing occulto è ritenuto particolarmente insidioso, in quanto è in grado di privare il consumatore delle naturali difese che si ergono in presenza di un dichiarato intento pubblicitario, l’Autorità sollecita tutti gli operatori coinvolti a vario titolo nel fenomeno a conformarsi alle prescrizioni del Codice del Consumo, fornendo adeguate indicazioni atte a rivelare la reale natura del messaggio, laddove esso derivi da un rapporto di committenza e abbia una finalità commerciale, ancorché basato sulla fornitura gratuita di prodotti”.