Vittorio Cecchi Gori ricoverato in rianimazione: condizioni serie, ma stabili

Vittorio Cecchi Gori è ricoverato in rianimazione dal giorno di Natale al policlinico Gemelli di Roma. Secondo il quotidiano La Stampa l’ex patron della Fiorentina ed ex produttore cinematografico sarebbe giunto in ospedale a causa di una ischemia cerebrale. In seguito a questa condizione si sarebbero poi verificati, come si è appreso in seguito, anche alcuni problemi cardiaci.

Vittorio Cecchi Gori – Foto: Facebook

Stando a quanto si apprende da fonti ospedaliere, pare che sia andato in arresto cardiaco nella tarda mattinata di Natale.

Le sue condizioni di salute sono serie, ma stabili. La prognosi resta riservata ma da quanto emerge dall’Askanews pare che Cecchi Gori sia in questo momento in coma farmacologico (quindi “indotto”) per cercare di ristabilire le sue condizioni dopo il problema cerebro-vascolare che lo ha costretto in rianimazione. Insomma, grave ma stabile anche se la paura di amici, famigliari e fan resta altissima per le prossime ore che saranno decisive per la salute del 75enne produttore cinematografico.

Il giornalista Roberto Renga su Twitter ha ricordato un episodio che lo lega all’ex patron della Fiorentina: “Mi dispiace che Vittorio Cecchi Gori stia così male. Suo padre un giorno mi telefonò al giornale e mi disse: trattamelo bene. Un bravo ragazzo, solo un po’ bischero”.

Il giornalista Marco Dell’Olio ha twittato: “Comunque la si pensi #vittoriocecchigori ha segnato una epoca! E vederlo così fa stare male! Perché nel bene e nel male e’ sempre stata una persona che ci ha messo passione. Sbagliando tanto, ma anche regalando a Firenze grandi giocatori! Dispiace vederlo così!”.

Sono davvero tanti i messaggi di affetto, stima, incoraggiamento e solidarietà che tanti vip e gente comune sta inviando tramite i social network all’ex proprietario della Fiorentina. Anche tanti appassionati e fan del mondo del calcio e del cinema stanno rivolgendo tante preghiere ai santi per le condizioni di salute piuttosto critiche di Cecchi Gori.