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Avicii non poteva più andare avanti: le dichiarazioni shock della famiglia del dj

Avicii non poteva più andare avanti: le dichiarazioni shock della famiglia del dj svedese morto lo scorso 20 aprile all’età di 28 anni fanno presupporre che Tim Bergling si sia tolto la vita. Inizialmente la famiglia del celebre e amatissimo deejay e produttore discografico svedese aveva chiesto il rispetto della privacy, ma adesso ha deciso di rompere il silenzio e in un comunicato rilanciato dai media americani lascia intendere che potrebbe essersi ucciso.

Avicii – Foto: Facebook

Pur se non si parla mai esplicitamente di suicidio, i parenti di Avicii hanno rivelato che il dj “non poteva più andare avanti. Il nostro amato Tim era un ricercatore, una fragile anima artistica in cerca di risposte a domande esistenziali – hanno afferma i famigliari – un perfezionista estremo che lavorava e viaggiava ad un ritmo talmente alto da avere uno stress enorme. Quando ha smesso di fare tour voleva trovare un equilibrio per essere felice e fare la cosa che più amava: la musica”.

I parenti del deejay hanno aggiunto: “Ha davvero lottato con pensieri su significato, vita, felicità. Non poteva più andare avanti, voleva trovare la pace. Tim non era fatto per quella macchina da business in cui si è trovato, era un ragazzo sensibile che amava i suoi fan, ma evitava i riflettori. Tim, ti ameremo per sempre e ci mancherai. La persona che eri e la tua musica terranno vivo il tuo ricordo. Ti amiamo”.

Uno dei dj di maggior successo al mondo, che ha lavorato anche con Madonna e Chris Martin, aveva diversi problemi di salute: non aveva mai nascosto quelli con l’alcol, che l’avevano portato a soffrire di diverse patologie tra cui la pancreatica acuta. E neppure lo stress che gli provocavano le esibizioni live, tanto che dopo un ultimo concerto ad agosto 2016 aveva deciso di dedicarsi solo alla musica in studio.

R.i.p. Avicii.