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I bambini che vanno al nido prima dei 2 anni perdono 5 punti di QI

I bambini che vanno al nido prima dei 2 anni perdono 5 punti di Quoziente Intellettivo, ma in compenso corrono meno rischi di essere obesi. Lo studio è stato presentato in occasione del IV Forum della Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe) e dell’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidoss) a Bologna.

Bambini – Foto: Pixabay.com

Lo studio è stato condotto dal dipartimento di Scienze Economiche dell’università di Bologna (Margherita Fort, Andrea Ichino e Giulio Zanella) e ha coinvolto circa 500 famiglie che avevano chiesto di iscrivere il bimbo al nido pubblico della città tra il 2001 e il 2005. I ricercatori hanno raccolto i dati di settemila bambini estrapolandone poi 500, quelli che risultavano appena sopra o sotto la linea che demarcava il numero di posti disponibili.

“Le graduatorie tengono conto di fattori socioeconomici, come la presenza di disabilità, l’assenza di un genitore, lo status lavorativo di padre e madre e, a parità, anche il reddito e la ricchezza familiare – ha spiegato Giulio Zanella – Quindi valutare gli ultimi bambini in graduatoria e i primi tra gli esclusi ci ha consentito di analizzare famiglie omogenee per livello sociale. Queste famiglie sono state contattate quando i figli avevano dagli 8 ai 13 anni e i bambini sono stati sottoposti a test per misurare il quoziente intellettivo, a test di personalità e per valutare disturbi comportamentali, alla misurazione dell’indice di massa corporea”.

“Il nostro campione ha incluso famiglie benestanti – ha continuato Zanella – con tutti e due i genitori che lavoravano e un reddito medio di circa 80.000 euro annui. I figli di queste coppie sono molto stimolati e non possono essere paragonati ai primi in graduatoria, che arrivano da contesti svantaggiati. Quando l’ambiente familiare è stimolante, per lo sviluppo cognitivo del bimbo è più importante l’interazione uno a uno con l’adulto. Quelle con i coetanei sono invece pressoché nulle”.