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Braccianti morti in Puglia, Salvini: “Questo è un problema di mafia”

Braccianti morti in Puglia: il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha dichiarato che questo è un problema di mafia che seguirà paese per paese. Al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza a Foggia, il leader della Lega ha commentato il grave incidente stradale avvenuto nei pressi di Lesina al bivio di Ripalta, sulla strada statale 16, dove hanno perso la vita dodici persone, tutti braccianti agricoli extracomunitari e altre 3 sono rimaste ferite.

Matteo Salvini – Foto: Facebook

Il numero 1 della Lega Matteo Salvini ha spiegato: “Svuoteremo progressivamente i ghetti, non è possibile che in una società avanzata esistano dei ghetti. Si sta già lavorando e sono a disposizione alcuni milioni di euro per superare la fase emergenziale. Dobbiamo inoltre aggredire i patrimoni dei mafiosi che campano con il caporalato. La questura di Foggia salirà di importanza. E salendo di importanza salirà anche di organico. Negli anni passati non è stata valorizzata e difesa come avrebbe dovuto”.

L’ex alleato di Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, ha precisato: “Una immigrazione fuori controllo aiuta la mafia, quindi aver ridotto gli sbarchi riduce anche gli affari per chi sfrutta questa persone. Aumenteremo uomini della polizia per ripristinare la legge. Lavoreremo per aumentare il numero degli uomini della polizia. Ad oggi per i controlli sulle strade in una provincia così estesa, da parte della Polizia di Stato può contare solo su 116 effettivi mentre qui occorre ripristinare la legge. La politica ha abbandonato la Provincia di Foggia”.

Il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha asserito: “Sicuramente dobbiamo rafforzare i controlli. Già sono fatti, e il prefetto mi ha elencato i dati. Ma è chiaro che l’estensione dell’attività imprenditoriale agricola qui è tale che è difficile poter assicurare i controlli in modo capillare. Lavoro e dignità sono due parole indissolubili: non ci può essere lavoro senza il rispetto della dignità della persona. E questo deve valere per tutti e sempre, senza distinzioni. Qui a Foggia sono morte sedici persone. Sedici lavoratori sfruttati e umiliati dalle condizioni di lavoro e di vita a cui erano costretti. Questa non è dignità”.