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Burkini sì o no? Il costume da bagno divide anche il mondo islamico moderato

Burkini sì o no? L’estate 2016 sarà sicuramente ricordata anche per le accese polemiche e i divieti legati all’utilizzo del controverso e chiacchierato costume da bagno femminile in spiaggia al mare in alcuni comuni francesi della Costa Azzurra per motivi di ordine pubblico, dopo alcuni scontri tra abitanti dell’isola e alcune famiglie musulmane. Il burqini o burkini copre interamente il corpo, esclusi la faccia, le mani e i piedi ed è generalmente composto da due pezzi: una tunica di media lunghezza con una cuffia-hijab integrata e i pantaloni da indossare sotto alla tunica. La parola è di origine macedone e unisce i termini burqa e bikini. C’è però da sottolineare che questo costume da bagno non copre il volto come nel burqa, ma è più simile allo hijab. Anche in Italia come d’altronde nel resto d’Europa si continua a discutere sulla possibilità di introdurre il divieto del burkini, ma anche nel mondo islamico moderato la questione è diventata di pubblico dominio.

Il burkini - Foto: Twitter
Il burkini – Foto: Twitter

E’ opportuno indossare il burkini in spiaggia? E’ solo una questione di rispetto nei confronti della religione musulmana oppure è diventata una moda? Questo costume da bagno vieta e umilia i diritti delle donne oppure ne esalta le libertà?

Dounia, 35enne marocchina di Casablanca, ha espresso tutte le sue perplessità in un’intervista rilasciata a Jeune Afrique: “Si moltiplicano come funghi […] mi fanno paura”. Nel Nord Africa il burkini sta diventando sempre più gettonato e il bikini sta sempre più scomparendo, soprattutto in Algeria.

La questione è decisamente diversa in Marocco e Tunisia. Qui vige massimo rispetto delle libertà individuali e dei diritti altrui. C’è più tolleranza e in molti sottolineano che c’è anche un certo disagio e un velato interesse sul caso burkini. Una 25enne studentessa e attivista femminista marocchina ha infatti dichiarato al Jeune Afrique: “Nessuno osa fare commenti, dopotutto siamo in un Paese musulmano“. Anzi è stato vietato l’uso del burkini in diverse piscine pubbliche, tra cui la Tamaris Aquaparc di Casablanca e la Oasiria di Marrakesh. Nel primo caso per ragioni igieniche mentre per quanto riguarda il più grande parco acquatico del Paese è stata introdotta una piscina separata alle donne che desiderano indossare il chiacchieratissimo e discusso costume da bagno.

Resta il fatto che il mercato oggi impone anche prezzi molto più accessibili rispetto al passato quando i prezzi di questi costumi oscillavano tra i 200 e i 250 euro, mentre, oggi si attestano sui 30 euro!

E voi cosa ne pensate? Il burkini è il simbolo della sottomissione della donna nella società musulmana oppure è una questione che attiene alle libertà individuali delle donne?