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Cannabis, che cosa prevede la proposta di legge?

La proposta di legge sulla cannabis ha spaccato in due il mondo politico. Ci diverse spaccature anche all’interno dei partiti politici. A quali partiti appartengono i sottoscrittori della proposta di legge? Ben 87 deputati sono del Movimento Cinque Stelle, 85 del PD, 24 di Sinistra italiana, 16 fra civatiani ed ex grillini di Alternativa libera-Possibile, oltre a 7 montiani di Scelta civica e 2 di Forza Italia. E’ la prima volta che il testo presentato quasi un anno fa su iniziativa del senatore e sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, che contiene le “Disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati”, viene discusso dall’assemblea parlamentare. Il ddl numero 3235 sarà ridiscusso a settembre a causa degli oltre 1000 emendamenti al testo presentati dall’Area Popolare di Angelino Alfano.

Cannabis - Foto: Wikipedia
Cannabis – Foto: Wikipedia

COSA PREVEDE IL DDL SULLA CANNABIS?

L’articolo 1 stabilisce la coltivazione in forma personale e associata della cannabis consentendo ai maggiorenni di detenere in modo lecito una certa quantità di cannabis per uso ricreativo (5 grammi innalzabili a 15 grammi in privato domicilio) senza chiedere alcuna autorizzazione o comunicazione a enti o autorità pubbliche. È inoltre consentita la detenzione di cannabis per uso terapeutico entro i limiti contenuti nella prescrizione medica, anche al di sopra dei limiti previsti per l’uso ricreativo. Rimarrebbe comunque illecito e punibile il piccolo spaccio di cannabis, anche per quantità inferiori ai 5 grammi. Sarà possibile fumare soltanto nei luoghi privati, mentre, il divieto di fumo di marijuana e hashish in luoghi pubblici, aperti al pubblico e negli ambienti di lavoro, pubblici e privati, è ribadito dalla normativa.

COLTIVAZIONE

Sarà possibile coltivare piante di cannabis, fino a un massimo di 5 di sesso femminile, in forma sia individuale, che associata. Per la coltivazione in forma associata, è necessario costituire una associazione senza fini di lucro, sul modello dei cannabis social club spagnoli, cui possono associarsi solo persone maggiorenni e residenti in Italia, in numero non superiore a cinquanta. Ciascun cannabis social club può coltivare fino a 5 piante di cannabis per ogni associato.

VENDITA

L’articolo 5 prevede che il “sistema delle autorizzazioni per la coltivazione delle piante di cannabis, la preparazione dei prodotti da essa derivati e la loro vendita al dettaglio nel mercato legale avvengano istituendo un monopolio di Stato e prevedendo anche forme di autorizzazione all’esercizio dell’attività di produzione, trasformazione e vendita da parte di soggetti privati” poiché l’obiettivo di questa proposta di legge è quello di giungere a un sistema di offerta in grado di soddisfare (cioè sottrarre al mercato criminale) la domanda di cannabis, senza incentivarne né ampliarne il consumo. Per queste attività potrebbero essere autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli anche soggetti privati. Per le attività soggette a monopolio  sono previsti principi, la cui attuazione è delegata a tre decreti ministeriali.

UTILIZZO A SCOPI TERAPEUTICI

Per quanto riguarda l’utilizzo a scopi terapeutici, il ddl consentirà di introdurre norme per semplificare la modalità di individuazione delle aree per la coltivazione di cannabis destinata a preparazioni medicinali e delle aziende farmaceutiche autorizzate a produrle, in modo da soddisfare il fabbisogno nazionale oltre a semplificare le modalità di consegna, prescrizione e dispensazione dei farmaci contenenti cannabis.

PROVENTI E DESTINAZIONE DELLE RISORSE FINANZIARIE

L’articolo 7 disciplina la destinazione delle risorse finanziarie stabilendo che i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie relative alla violazione dei limiti e delle modalità previsti per la coltivazione e per la detenzione di cannabis, in forma personale o associata, “siano interamente destinati a interventi informativi, educativi, preventivi, curativi e riabilitativi, realizzati dalle istituzioni scolastiche e sanitarie e rivolti a consumatori di droghe e a tossicodipendenti”. Pertanto questi proventi saranno destinati per il 5% del totale annuo al finanziamento dei progetti del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga.

I COMMENTI DEI VIP 

Richard Branson, l’imprenditore britannico e fondatore del Virgin group, ha lodato il ddl sulla liberalizzazione della cannabis in un tweet. Anche il celebre scrittore di Gomorra, Roberto Saviano, ha cinguettato: “Legalizzare le droghe leggere è unica strada per sottrarre capitali alle organizzazioni criminali“. Il centrodestra però promette battaglia fino all’ultimo. Il voto sul ddl è slittato a settembre.