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ChemSex, dilagano i rapporti sotto effetto di droghe: l’associazione Lgbt Plus lancia l’allarme

ChemSex è un fenomeno piuttosto preoccupante e allarmante nato in Inghilterra, ma che è molto diffuso anche in Italia. Festini a base di droga e sesso, che possono durare anche giorni in case private tra uomini sconosciuti che si danno appuntamento grazie alle applicazioni gay, come ad esempio Grindr. Proprio come è successo quasi un anno fa al festino a luci rosse a base di droga e alcol a Roma conclusosi tragicamente con la morte del 23enne romano originario della ex Jugoslavia Luca Varani, barbaramente ammazzato al termine di un’orgia con Manuel Foffo e Marco Prato.

Chemsex - Foto: Pixabay.com
Chemsex – Foto: Pixabay.com

A Bologna è allarme rosso. Diverse persone si sono presentate al Sert negli ultimi mesi con problemi di ChemSex. Secondo l’associazione Lgbt Plus, che gestisce il centro di prevenzione sessuale Blq Checkpoint di via San Carlo, sono 300 i consumatori rilevati da settembre a giugno 2016.

“Fingere che il problema non esista è inutile – ha spiegato il fondatore Sandro Mattioli – E’ un dato di fatto che queste nuove droghe siano arrivate in città, soprattutto il mefedrone. Preoccupa non tanto l’assunzione, quanto il fatto che questa pratica porti alla diffusione di malattie a trasmissione sessuale. Per questo abbiamo scritto un opuscolo sul ChemSex: è una nuova tendenza della comunità gay britannica, che sta prendendo piede anche qui”.

Stefano Pieralli, confondatore di Plus, ha rivelato: “L’infettivologia di Modena ci ha già inviato quattro casi: giovani universitari oppure uomini sposati, tra i quaranta e i cinquanta, con una doppia vita. Rispetto alla cocaina questo cocktail è molto più potente, e si può anche iniettare. Dell’effetto sul lungo periodo sappiamo ancora poco, ora cerchiamo di ridurre il danno”. Il tossicologo dell’Ausl di Bologna Salvatore Giancane ha lanciato un’indagine su Facebook a cui hanno già partecipato 1300 persone di tutta la penisola: “Vorrei arrivare a duemila questionari – ha dichiarato -, un buon campione. Questa è la prima ricerca in Italia dedicata al rapporto tra droga, sesso e piacere. Il ChemSex è solo un sottogruppo, ma il fenomeno è più ampio: ci sono anche le donne che bevono o che fumano marijuana prima di fare sesso. I praticanti di ChemSex sono difficili da contare perché sono doppiamente sommersi: in quanto consumatori di droga e perché spesso vivono doppie vite, a volte anche omofobi, per cui l’uso di droga è l’unico modo di vivere questa parte della loro sessualità”.

Sì al divertimento e al sesso con tutte le dovute precauzioni, ma no alla droga e al ChemSex poiché sono distruttivi e dannosi per la salute di tutti!