Cetto c’è, senzadubbiamente … ma è rimasto fermo nel tempo

Antonio Albanese è tornato con Cetto c’è, senzadubbiamente, ma la pellicola sembra riportare in auge un personaggio scollegato dalla realtà dei nostri tempi.

Cetto c’è, senzadubbiamente- foto msn.comCetto c’è, senzadubbiamente

In Qualunquemente del 2011 e Tutto tutto niente niente del 2012, Albanese portava la retorica paraberlusconiana sul grande schermo in modo leggero, acuto e intrinsecamente polemico.

Oggi con Cetto c’è, senzadubbiamente, dopo oramai otto anni, tutto appare un po’ spento e anacronistico e perde quella verve che lo aveva caratterizzato all’inizio.

Il tentativo di portare in auge il tema del “sovranismo” non attira e forza tutta la storia, quella di un Re italiano che unisca il popolo e ripristini lo status quo del Paese.

Cetto vive in Germania ormai lontano dalla politica, ha sposato una donna tedesca e ha aperto dei ristoranti italiani nei quali va in scena lo stereotipo all’italiana.

Tutto procede come nel migliore “riscatto” dell’italiano all’estero quando una zia sta per morire e Cetto decide di tornare in Calabria per dirle addio.

Qui Cetto scopre di discendere dai Buffo di Calabria, ultima famiglia discendente dai Borboni, e viene iniziato alla sovranità del Bel Paese da un ambiguo aristocratico.

Le vicende si susseguono in un turbinio di caratterizzazione scontata (lezioni di bon ton, caccia alla volpe, matrimoni combinati e uscite infelici) e portano avanti un personaggio che fa rimpiangere le prime prove di Laqualunque.

A questo punto, quindi, non si fa riferimento alla classe politica attuale, il personaggio sembra votato all’assurdo e la storia perde l’occasione di destare il lato qualunquista degli spettatori.

Antonio Albanese smarrisce la sua bravura nell’interpretare ruoli drammatici come ne L’intrepido, personaggi realistici come ne Giorni e nuvole o parti strutturate come ne Come un gatto in tangenziale o Questione di cuore.

Sarà stata l’assenza di riferimenti concreti, l’anacronismo del personaggio o la reiterazione di dinamiche scontate, ma Cetto sembra destinato all’oblio.

Myriam